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LO STATO DI ATTUAZIONE

DEGLI INDIRIZZI GENERALI DI GOVERNO

1) Un bilancio di fine legislatura dell’Amministrazione comunale di Brescia non può ridursi alla mera – seppure importante – elencazione delle cose fatte, dei progetti realizzati, degli obiettivi raggiunti, e di quanto rimane ancora da fare nei prossimi. Nel presentare il Programma amministrativo 1998 – 2003 della Giunta Municipale di Brescia e della sua maggioranza si evidenzia un’idea di città, il più possibile condivisa, un progetto di sviluppo di Brescia, che hanno nella persona – nella persona come parte di una comunità – il centro, il punto di riferimento, di ogni scelta e di ogni azione amministrativa.

Un’idea di Brescia in grado - armonicamente - di assicurare ai cittadini, alle famiglie, agli anziani così come alle fasce più deboli, standard elevati di servizi, che abbia come ‘bussola’ la qualità del vivere, come obiettivo il perseguimento del bene comune: queste le motivazioni che ispirano le scelte compiute in questi cinque anni di proficua attività dalla Giunta municipale guidata dal Sindaco Paolo Corsini.

Questi sono i fondamenti, le ragioni ideali, in cui la coalizione di centro-sinistra, l’Ulivo della città, si riconosce.

Le scelte programmatiche assunte dalla Giunta municipale si inseriscono nel solco della riconosciuta tradizione amministrativa di buon governo della città di Brescia.

Un secondo aspetto, tra i molteplici che si potrebbero evidenziare, ritengo sia meritevole di sottolineatura: accanto alla riqualificazione e alla valorizzazione del centro storico-vetrina della città, alla alacre progettualità che si è concretizzata in una serie di interventi urbanistici e di opere pubbliche di grande respiro, alle manifestazioni, le mostre e gli spettacoli che hanno imposto Brescia all’attenzione dei mass media nazionali, la Giunta municipale ha profuso il suo impegno, forte e motivato, in favore dei diversi "luoghi centrali" della città, ai centri diffusi sul territorio che fanno da corollario all’area monumentale. In altre parole, ribaltando il concetto – e lo stereotipo – di periferia, l’Amministrazione comunale in questi cinque anni ha valorizzato e riportato al centro della discussione, dell’elaborazione politica e programmatica, delle scelte progettuali, i quartieri e i villaggi, restituendo loro un ruolo centrale e fondativo nella crescita della città.

2) Dopo questa premessa di metodo - e di merito - che ho ritenuto fondamentale per inquadrare le scelte che hanno sin qui accompagnato l’attività dell’Amministrazione comunale, vengo ora ai fatti, agli interventi concreti, alle opere portate a compimento, ai progetti condotti in porto o in via di realizzazione.

Il lavoro di questi anni della Giunta municipale non solo conferma gli indirizzi di Governo elaborati nel 1998, ma evidenzia un’alacre e fattiva operosità, una propensione ad affrontare e a risolvere le diverse questioni che sono sul tappeto, i nodi strutturali, a raccogliere le istanze e le aspettative che provengono dalla comunità e a trasformarle in opere concrete, in scelte idonee a soddisfare i bisogni della persona, a garantire i diritti di cittadinanza e ad elevare gli standard dei servizi per la comunità.

Numerosi i punti di eccellenza, difficile elencare quali siano prioritari. Mi limiterò ad elencare alcuni punti che mi sembrano meritevoli di sottolineatura.

Inizierò dal verde pubblico, che costituisce sicuramente uno dei ‘termometri’ attraverso i quali è possibile leggere il grado attenzione al bene comune, alla qualità del vivere, da parte di una Amministrazione comunale.

In questo campo, la città di Brescia si presenta con tutte le carte in regola e all’avanguardia in campo nazionale: l'elenco dei numerosissimi parchi e giardini diffusi nelle nove circoscrizioni cittadine, dice, conferma, di un impegno forte e convinto nella direzione di garantire spazi e luoghi di socialità e di aggregazione alle famiglie, ai bambini, agli anziani.

La realizzazione delle aree verdi a Brescia ha subìto negli ultimi anni una forte accelerazione: dapprima con la Giunta Martinazzoli, oggi con la Giunta Corsini, che può vantare numerose realizzazioni al suo attivo. I prossimi parchi in via di creazione – a cominciare dal Tarello e da quello di Spalti S. Marco – rafforzeranno ulteriormente la nostra posizione di leadership a livello nazionale e doteranno la città di straordinari – soprattutto per estensione e ubicazione – polmoni verdi.

Un secondo punto di eccellenza, che nella seduta consiliare di oggi trova ulteriore qualificazione, è dato dal Piano di edilizia economico-popolare per Sanpolino e il Villaggio Violino: in questi quartieri nei prossimi anni verranno realizzati oltre 2000 alloggi, che consentiranno di soddisfare la richiesta di abitazioni, a prezzi accessibili e dotati di servizi di qualità, che proviene soprattutto dalle fasce meno abbienti della popolazione.

Un intervento che rivela la lungimiranza, la visione prospettica, dell’Amministrazione comunale e che – anche in questo caso – si inserisce nel solco delle pianificazioni urbanistiche e abitative degli anni passati. Un disegno che guarda al futuro della nostra città, che risponde alle esigenze delle prossime generazioni.

Un terzo tema su cui vorrei porre l’accento è quello legato alla sicurezza e, correlato ad esso, il Piano di recupero urbanistico del Carmine.

Sul versante della tutela del diritto alla sicurezza dei cittadini – e quindi della loro libertà – l’Amministrazione comunale di Brescia in questi anni ha realizzato numerosi interventi di notevole importanza: essi rivelano – al di là della propaganda e delle sortite demagogiche del centro-destra – una volontà precisa ad affrontare i nodi e i problemi della città, un impegno coerente e continuo, il tutto nel quadro della oggettiva limitatezza dei poteri e delle prerogative assegnate alle Amministrazioni comunali e ai Sindaci di ogni città d’Italia, di qualsiasi colore politico esse siano.

Gli interventi e le realizzazioni nel campo della sicurezza – oltre alla costante attività di controllo del territorio da parte della Polizia municipale – sono numerosi e significativi: l’apertura dei presidi circoscrizionali dei Polizia municipale a Casazza, a Chiesanuova, nell'Oltremella, la riapertura di quello alla stazione ferroviaria, l'apertura del posto di Polizia di Stato in P.zza Repubblica e l'apertura del nuovo Commissariato al Carmine, l’implementazione e il rafforzamento con oltre venti unità dei vigili urbani, la dotazione di nuovi e importanti mezzi – anche tecnologici – al comando di via Donegani, il coordinamento interforze con le altre forze di Polizia frutto del Protocollo siglato con la Prefettura, le telecamere per la videosorveglianza della città

Il tutto, in coerenza con il Piano Sicurezza Urbana elaborato dall’Amministrazione comunale e con gli indirizzi di Governo del ’98, raccolti nella dicitura d’insieme "Liberi di vivere sicuri": ci presentiamo al cospetto della città, al giudizio dei bresciani, con le carte in regola, con la coscienza a posto, consapevoli che vi sono certamente ancora problemi da risolvere, ma forti del fatto che abbiamo messo in atto tutti gli interventi che ci erano possibili.

Al tema della sicurezza si legano anche le questioni aperte al Carmine: unitamente e parallelamente all’attività di prevenzione, contrasto e repressione di ogni attività illecita messa in atto in questi anni dalla Polizia municipale e dalle forze di polizia, l’Amministrazione comunale ha elaborato un progetto di ampio respiro urbanistico e di risanamento che va alla radice dei problemi, che intende snidare e risolvere le contraddizioni aperte nello storico quartiere cittadino, affrontando a viso aperto le sfide poste dalla modernità.

La sicurezza, dunque, si persegue e si realizza – doverosamente - anche con la leva urbanistica e in questo senso il Piano di recupero del Carmine può rappresentare la vera scommessa – che intendiamo vincere – di questi anni di Governo della città.

Un Piano per il quale l’Amministrazione comunale investirà 40 miliardi nel triennio attraverso una serie di interventi di recupero urbanistico, di risanamento edilizio, di riqualificazione degli spazi pubblici e collettivi – come l’ex Cinema Eden – di straordinaria valenza sociale: si tratta un impegno forte, motivo, che vede già oggi i suoi primi frutti – come per via S. Faustino, piazza Rovetta, Contrada del Carmine e per i diversi arredi urbani realizzati – e su cui l’Amministrazione comunale ha profuso energie e investimenti come mai in passato.

Un quarto tema è quello Mobilità delle persone e del traffico veicolare privato.E’ l’aspetto che interessa maggiormente la popolazione di ogni ceto sociale.L’aumento della mobilità è una ricchezza, un opportunità e un fenomeno da governare.Al tempo stesso è motivo di disagio, malessere, consumo di tempo: il traffico veicolare è fonte di inquinamento, è fonte di rumore.

La sfida è il governo della mobilità articolata e diversificata. Questa maggioranza ha lavorato convintamente per il potenziamento del sistema di trasporto collettivo e di massa, rendendolo sicuro, diffuso, certo e accattivante. In questa direzione si inseriscono i due grossi progetti delle Lam e della Metropolitana leggera.

Noi riteniamo profondamente sbagliata la linea di inseguire un traffico automobilistico privato che aumenta fino a livelli paradossali. Occorre perseguire la sua limitazione proponendo un'alternativa, in un quadro di soluzioni, che non trasmetta una volontà di penalizzazione

Una postilla sulla politica dei parcheggi: nei prossimi tre anni l’Amministrazione comunale investirà oltre 50 miliardi e creerà nuovi 2.700 posti auto in città. Dal parcheggio dell’ospedale a quello di Fossa Bagni, dalla Randaccio a via Bulloni e piazzetta S. Domenico: interventi e dotazioni che, aggiunte agli altri parcheggi già realizzati in questi anni soprattutto a corollario del centro storico, contribuiranno a risolvere molti dei nodi viabilistici della città e permetteranno una migliore fruizione da parte dei cittadini del centro storico.

Molti altri sono i temi e gli interventi che si potrebbero elencare: dai servizi alla persona, agli anziani come all’infanzia, alle famiglie, alla scuola, alla promozione di azioni di solidarietà e di cooperazione internazionale. Servizi che pongono, stabilmente, la nostra città all’avanguardia nazionale.

Altrettanti i temi che dovremo affrontare e risolvere nei prossimi anni

Un’ultima sottolineatura mi sembra doverosa: la politica culturale dell’Amministrazione comunale in questi cinque anni ha evidenziato uno slancio, una progettualità complessiva, un’originalità e qualità delle proposte, senza precedenti.Dalle grandi mostre – in primis quella sui Longobardi e l'ultima apertura della Mostra le Domus dell'Ortaglia e l'Afrodite ritrovata – agli incontri in S. Barnaba – come il ciclo straordinario sui Vangeli che ha visto dialogare a distanza alcuni dei più autorevoli testimoni del nostro tempo – dalla Festa internazionale del Circo contemporaneo ai grandi concerti in piazza.Eventi di straordinario richiamo nazionale e internazionale, che hanno imposto all’attenzione dei mass media la nostra città e che costituiscono – e costituiranno – un importante volano per il turismo e quindi per il sistema delle attività produttive e ricettive nel loro insieme, per l’economia e il lavoro bresciani.

Eventi che hanno contribuito a dare un’immagine diversa di Brescia, a rendere più accogliente e vivibile la nostra città, la città che vogliamo.