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I Ds: sulle farmacie la polemica di An è solo rozza demagogia (13/07/2002)

Cara Beccalossi, basta chiacchiere inutili sulla sicurezza (03/08/2001)

Metrobus, tutti gli errori contenuti nei dieci motivi per il No (27/05/2001)

I lavori al parco del Violino (13/09/2002)

Le politiche scolastiche del Comune di Brescia (29/10/2002)

Il caso Pcb secondo i DS (6/09/2001)

Di Mezza - Galli (3/01/2003)

Le dimissioni del Vicesindaco (23/10/2001)

La finanziaria 2002 su Bsoggi (30/09/2001)

L'ASM e la Politica (17/10/2001)

Le polemiche su Sanpolino (20/08/2002)

La politica della sicurezza (22/09/2002)

La lega e i manifesti abusivi (18/10/2002)

La scuola secondo Formigoni (11/01/2001)

La lega e le sanatorie (13/10/2002)

Referendum costituzionale (26/09/2001)

I tributi locali e le bugie della Lega (20/11/2002)

I Rettori e il Ministro Tremonti (10/12/2002)

I ticket di Formigoni  (12/12/2002)

 

I Ds: sulle farmacie la polemica di An è solo rozza demagogia

Abbiamo visto in città manifesti di An che accusano la sinistra di voler "espropriare le farmacie comunali dei bresciani" ed abbiamo letto gli echi della conferenza stampa riportati dagli organi locali d'informazione. Si tratta dell’ennesimo passaggio di una rozza e scorretta campagna demagogica della destra, che si è sempre caratterizzata affrontando questo tema con toni apocalittici.
I consiglieri comunali di An hanno, in un primo momento, paventato gravi difficoltà e insormontabili resistenze del personale relativamente al passaggio alle dipendenze della nuova Farcom Brescia s.p.a., ma sono stati smentiti dalla realtà dei fatti; hanno ripetutamente - e giustamente - sostenuto che il farmaco non è una merce qualunque, ma non si comprende perchè mai una s.p.a. a quota minoritaria comunale dovrebbe essere socialmente ed eticamente meno sensibile di qualunque singolo farmacista privato, la cui serietà e responsabilità non è certo messa in discussione dal fatto di perseguire un legittimo profitto.
Adesso An grida all’esproprio di un patrimonio dei bresciani; naturalmente non siamo di fronte a nessun esproprio. Il consiglio comunale ha votato a maggioranza, dopo un lavoro serio e approfondito, in tre momenti successivi (6 novembre 2000, 3 aprile 2001 e 21 giugno 2002, senza ricordare le riunioni di commissione per approfondire le varie delibere) il passaggio delle farmacie dalla gestione in economia alla gestione a mezzo di società per azioni, senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria.
Che cosa comporta questa decisione?
In primo luogo il frutto della vendita della quota maggioritaria della Farcom Brescia s.p.a. ritornerà ai bresciani sotto forma di servizi e opere di pubblica utilità.
In secondo luogo è bene chiarire che il Comune di Brescia ha conferito alla stessa società, per un periodo di 30 anni, il diritto alla gestione delle farmacie, mantenendo per sé la titolarità del servizio.
Ancora: non è stata creata solamente una società per azioni, ma sono stati predisposti uno statuto, un contratto di servizio e una carta dei servizi vincolanti per la società stessa, che garantiscono e garantiranno ai cittadini un servizio di elevata qualità ed efficienza, confermando tra l’altro il mantenimento anche di quelle farmacie (per esempio Folzano) che potrebbero essere a rischio in una lo-gica puramente economica e di mercato.
Vorremmo anche ricordare che un processo analogo è stato realizzato da molti altri comuni guidati dal centrodestra, si pensi a Milano, dove la giunta ha deciso la cessione dell'80% delle farmacie comunali nell'aprile dell'2001. Sono forse stati espropriati i milanesi delle loro farmacie?
In quell'occasione il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato (An) affermò: "E' un'operazione brillante, sia per il Comune di Milano, che potrà disporre di un introito record per finanziare altri progetti di interesse pubblico, sia per i cittadini, che godranno di un servizio migliore" (11/04/01 - Il Sole 24 Ore).
Nel merito delle scelte, crediamo che i limiti di una gestione in economia delle farmacie comunali, pur dentro a un quadro economico e finanziario che ha presentato un attivo, siano a tutti evidenti. Non c’è niente di male, anzi è un bene, se il mercato si vivacizza per il fatto che una società di 12 farmacie che non sono centrali, che non rappresentano l’asse strategico e la spina dorsale del sistema di distribuzione del farmaco e dei servizi farmaceutici a Brescia (il 22,6% del servizio complessivo), è in grado di stimolare concorrenza e competitività più di quanto è stato finora assicurato dalle singole farmacie comunali, (si badi bene, non per inefficienza o incapacità di chi ci ha lavorato, ma per il fatto di non essere gestite unitariamente e con un respiro strategico e sinergico).
Infine, se invece di essere conferite a un’unica società le 12 farmacie comunali fossero state messe all’incanto una per una, come suggerivano la destra e la Lega bresciane e come altre città hanno tentato di fare con grandi difficoltà e tempi incerti e lunghi, questo avrebbe assicurato più soddisfacenti livelli di qualità e di diffusione del servizio? In tal caso, avendo il Comune ceduto totalmente le farmacie e la titolarità del servizio, An avrebbe avuto qualche motivo per gridare all’esproprio.

Maurizio Billante, capogruppo Ds in Loggia
Franco Tolotti, consigliere comunale e parlamentare Ds

 

Cara Beccalossi, basta chiacchiere inutili sulla sicurezza (03/08/2001)

Dopo un periodo di salutare silenzio per la comunità - impegnata com’era a sciogliere l’epocale dilemma: vado a Roma o resto a Milano? - la vice presidente della Regione Lombardia Viviana Beccalossi torna a cimentarsi in chiacchiere inutili. Sarà l’estate, saranno gli "sbandamenti archeologici" dell’ultimo periodo, certo è che la vice presidente Beccalossi manifesta poca lucidità politica e un'assoluta mancanza di proposte concrete. Tema in discussione (contenuto in una nota fluviale – che, per assenza di argomentazioni, poteva tranquillamente risolversi in poche righe – pubblicata lo scorso 17 luglio sulla stampa locale) ovviamente quello della sicurezza. Argomento su cui il centro-destra, nonostante governi a Roma, a Milano e in Broletto, si agita come fosse uno spettatore neutrale e passivo e non l’attore protagonista che deve fornire risposte, soluzioni, interventi concreti al legittimo diritto alla sicurezza della cittadinanza.
Invece, non potendo offrire null’altro che promesse mirabolanti sinora ampiamente disattese, nonché evidentemente stizzito per essersi visto sottrarre il "giocattolino" dalle mani, il centro-destra - per voce della vice presidente Beccalossi - persegue un sistematico disegno: la calunnia, pervicace, ostinata, nei confronti dell’amministrazione comunale di Brescia, rea - agli occhi della vice presidente Beccalossi - di avere sin qui operato più fattivamente ed efficacemente dei tanti soloni della "tolleranza zero", del "law and order", degli epigoni nostrani di Rudolph Giuliani, delle tanto strombazzate quanto inconcludenti politiche per la sicurezza della Destra al governo del Paese. Insomma, di aver realizzato - nei limiti, è sempre bene ricordarlo, delle prerogative assegnate ad amministrazioni locali e sindaci - ogni intervento possibile finalizzato a garantire standard migliori di sicurezza, e quindi di libertà, ai cittadini bresciani.
Tutto ciò la vice presidente Beccalossi, per puro calcolo politico, ignora volutamente, preferendo sollevare continui polveroni mediatici al fine di impedire, a quanti sono onestamente disposti a valutare l’esatta dimensione degli accadimenti, che sul tema della sicurezza si possa ragionare in modo equilibrato e corretto.
In tema di presunte speculazioni, poi, l’accusa è da rispedire al mittente: dall’inizio del suo mandato, il sindaco Paolo Corsini ha sollecitato ripetutamente gli organi di Governo a garantire maggiore presidio del territorio, maggiori forze di polizia nella nostra città, più mezzi e tecnologie a tutela dell’ordine pubblico. Richieste inoltrate sia ai ministri del centro-sinistra (Russo, Jervolino e Bianco) sia, oggi, del centro-destra (Scajola). Il bene della sicurezza dei cittadini non ha colore politico: è un bene da tutelare al di là di singole appartenenze. Ma ciò la vice presidente Beccalossi finge di non capire.
Vorrei a questo punto concludere rivolgendo alcune domande alla vice presidente Beccalossi, per chiederle conto delle promesse disattese dal centro-destra e per evidenziare ai lettori come sia facile, ma del tutto politicamente irresponsabile, dissertare di sicurezza quando non si hanno le carte in regola, quando non si promuovono quegli interventi che sono stati promessi e mai realizzati.
Che ne è, per fare un primo esempio, delle tanto annunciate telecamere al Carmine promesse dalla Regione Lombardia e mai installate? Da oltre un anno e mezzo attendiamo che il Pirellone si manifesti: i soldi, fa sapere il presidente Roberto Formigoni, ci sono, il progetto anche, la volontà politica ci mancherebbe: e allora, mi chiedo, che cosa osta alla loro installazione?
Che ne è, per fare un secondo esempio, della tanto sbandierata polizia provinciale? Doveva essere uno dei fiori all’occhiello della giunta guidata da Alberto Cavalli, è diventata un caso per "Chi l’ha visto": non si sa dove sia, che compiti abbia, quali interventi concreti per la sicurezza dei cittadini abbia portato a termine. Un fantasma, un’invenzione, una trovata propagandistica.
E ancora: perché se il sindaco Corsini si rivolge e incalza il ministro dell’Interno Claudio Scajola compirebbe una speculazione politica, mentre se il presidente Alberto Cavalli interpella lo stesso reggente pro tempore del Viminale su temi di straordinaria rilevanza per i cittadini - ovvero il ruolo e le risorse delle province italiane - si tratterebbe di normale esercizio delle proprie competenze da parte di un rappresentante delle istituzioni locali?
Infine: si eviti, vice presidente Beccalossi, l’ennesimo tavolo e l’ennesimo incontro da promuovere a Brescia, con tanto di decine di "auto blu" provenienti dal Pirellone per qualche sceneggiata ad uso mediatico da far ingurgitare ai cittadini bresciani. Non occorrono altre, superflue, occasioni di confronto: le sedi istituzionali ove discutere e decidere sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico già esistono, e funzionano, a cominciare dal comitato insediato in Prefettura.

Maurizio Billante, capogruppo Ds in Loggia

 

 

Metrobus, tutti gli errori contenuti nei dieci motivi per il No (27/05/2001)

Ecco la risposta ai dieci motivi anti-Metrobus propagandati dal Comitato dei cittadini per il No.

1. Costerà oltre 1300 miliardi...
R. Il costo di realizzazione del Metrobus per la tratta cittadina (escludendo la tratta Fiera ancora non finanziata) è di circa 950 miliardi (854 miliardi previsti per il tratto Concesio-S.Eufemia - delibera Consiglio Comunale del 26 luglio 1999 - a cui vanno aggiunti i 90 miliardi dell’estendimento a S.Polino - delibera Consiglio Comunale 31 marzo 2000). I finanziamenti ottenuti a fondo perduto sono di 604 miliardi (464 miliardi dallo Stato, 140 miliardi dalla Regione Lombardia) gli oneri a carico della città di Brescia sono quindi di circa 350 miliardi.

2. Ridurrà il traffico veicolare solo del 4%...
R. Nello studio di impatto ambientale si legge:" …I principali impatti positivi dell’opera, per quanto riguarda il traffico, sono fondamentalmente da ricollegare alla diminuzione attesa del traffico veicolare. …Ciò si tradurrà in una diminuzione delle emissioni inquinanti in atmosfera, in un minore consumo energetico, in un abbassamento dei livelli di rumore e di conseguenza in un miglioramento generale della qualità della vita urbana". E’ vero, lo stesso studio ipotizza una riduzione del 4% del traffico privato nell’intera città di Brescia (dopo aver detto che una stima della riduzione non è per definizione possibile). Rispetto, però, alle direzioni di penetrazione dalla provincia servite dalla linea si raggiunge la percentuale del 10% di diminuzione del traffico veicolare, che aggiunta all’attrazione esercitata dal sistema nelle zone interne del Comune, porta ad una riduzione di almeno 14.000 veicoli al giorno (sono pochi? Immaginateli tutti in fila, sono proprio una nullità?!). La riduzione del traffico è pari a 200.000 km/giorno percorsi da un’auto di media cilindrata, ovvero alla riduzione dei consumi di 22.000 litri di carburante al giorno.

3. Il biglietto della corsa semplice…
R. Il piano finanziario prevede un incremento tariffario tale da aumentare il ricavo medio per passeggero trasportato del 40% entro il 2008, mantenendo l’attuale struttura tariffaria. Riducendo l’effetto dell’evasione tariffaria, obiettivo facilmente raggiungibile sul Metrobus dato l’elevato livello di controllo previsto, sarà possibile ottenere gli stessi introiti complessivi contenendo l’incremento della tariffa media al di sotto del 30% nell’arco temporale di sette anni. Si tenga presente che il costo del biglietto in Italia è tra i più bassi d’Europa e che comunque, indipendentemente dalla realizzazione o meno del Metrobus, le tariffe nei prossimi anni dovranno aumentare (si veda l’inchiesta apparsa recentemente sui quotidiani locali). Gli ambientalisti a Milano hanno proposto il trasporto pubblico gratuito: in un’ipotesi di questo genere sarei preoccupato seriamente su che cosa potrebbe accadere a tutta la politica sociale di un Comune (scuole, assitenza anziani, strutture per disabili e anziani... non avrebbero più una lira a disposizione)

4. Nei tratti in viadotto...
R. Il tragitto della metropolitana è sicuramento fissato in base a studi approfonditi, ma le soluzioni sulle vie di corsa sono migliorabili e modificabili. Il viadotto, escludendo la tratta Fiera non ancora finanziata dallo Stato, ha una lunghezza di 6 km, di cui solo 2,5 km interessano la viabilità cittadina. Lo studio d’impatto ambientale presentato in Regione Lombardia ha dimostrato che, come verificatosi nelle città che hanno adottato sistemi analoghi, gli effetti del viadotto possono essere minimizzati, sia in relazione al rumore che all’inquinamento atmosferico. E’ chiaro che disagi localizzati e puntuali sono sicuramente presenti in alcuni punti del tracciato, questi punti critici dovranno trovare soluzioni adeguate in fase di progetto esecutivo.

5. La città sarà sconvolta…
R. I cantieri saranno attivati in tempi diversi e quindi non tutti contemporaneamente. Certo ci saranno alcuni disagi (quando si costruisce si devono aprire certamente dei cantieri, anche per il tram.), ma l’immagine di una città bloccata dai cantieri per almeno 5 anni è un’idea non veritiera. Lo scavo della galleria, profonda 15 metri, che attraversa tutto il centro storico avverrà senza alcun impatto, mentre il viadotto, con la posa di piloni di minimo ingombro, potrà essere realizzato senza interrompere la circolazione. Per contenere i disagi derivanti dai cantieri verranno adottati i seguenti criteri:
- percorsi alternativi;
- ottimizzazione dei tempi di costruzione attraverso un uso generalizzato di elementi prefabbricati per consentire la massima industrializzazione dei processi costruttivi e quindi la massima riduzione dei tempi di completamento;
- utilizzo del viadotto come via di transito per i mezzi di cantiere, indipendente dalla viabilità ordinaria.

6. E’ sproporzionata rispetto agli utenti...
R. Il carico massimo possibile del Metrobus di Brescia è di 12.000 passeggeri/ora/direzione. Nei primi anni di esercizio è invece previsto un carico massimo di 9.000 passeggeri/ora/direzione. Il numero di corse potrà essere proporzionato alla domanda da soddisfare, con massima elesticità visto il totale controllo automatico del sistema. In questo modo potranno essere evitati gli sprechi. Le città che si sono dotate di metropolitane automatiche hanno avuto significativi aumenti dei passeggeri, riqualificando la vita urbana.

7. Per coprire il deficit…
R. Con l’uso del Metrobus il trasporto pubblico diverrà fortemente integrato (metrobus, autobus urbani ed extraurbani, Lam) e l’attuale deficit d’esercizio, che oggi varia tra i 10 e i 15 miliardi/anno, si potrà ridurre di un terzo, pur incrementando il livello di servizio complessivo della rete.

8. Per i notevoli salti di livello per l’accesso ai treni è difficilmente utilizzabile…
R. I filmati reali (non le simulazioni virtuali) trasmessi dalle emittenti locali, in occasione dell’approvazione della delibera del luglio 1999, hanno dimostrato proprio il contrario: l’accessibilità è il grande punto di forza del sistema scelto. Non aggiungo altro perché su questo punto mi sembra che la campagna del Comitato per il No sia veramente indegna: la definirei di stile "Berlusconiano".

9. Gli utenti provenienti…
R. Le corse dedicate al servizio degli istituti scolastici e per le più importanti aziende cittadine non saranno modificate. Le altre corse, nelle ore di minor afflusso, provenienti da nord e da est, faranno capolinea alle fermate del Metrobus, senza per questo penalizzare i tempi complessivi di spostamento, vista la velocità e la frequenza del Metrobus. D’altronde il disegno di una rete di trasporto pubblico imperniata su assi di forza, necessita del ricorso a un numero maggiore di trasbordi rispetto a una rete tradizionale. Questa affermazione vale per qualsiasi sistema utilizzato per realizzare l’asse di forza e deriva dalla necessità di integrare linee con funzioni distinte e ben identificate: asse di forza, linee di apporto, linee a servizio locale.

10. Non sarà estendibile alla Valtrompia…
R. Il progetto della tratta triumplina presentato al Ministero dei Trasporti lo scorso gennaio dimostra, in concreto, che l’estendibilità è fattibile a costi sopportabili in relazione all’entità del finanziamento statale e regionale.

Maurizio Billante
Capogruppo DS nel Consiglio Comunale di Brescia 

I lavori al Parco del Violino (13/09/2002)

La lettera del Sig. Mario Pellicanò, Consigliere di Alleanza nazionale della Terza circoscrizione, pubblicata dal Suo Giornale l’8 settembre, solleva alcune questioni in merito alla realizzazione del parco dedicato a ‘John Lennon’ al Villaggio Violino, questioni che meritano alcune doverose puntualizzazioni.

Il parco in oggetto, lo scorso 5 giugno, venne consegnato con una semplice quanto partecipata cerimonia pubblica alla cittadinanza perché si riteneva opportuno consentire – in particolare ai residenti del Villaggio Violino – di fruire di uno spazio verde particolarmente atteso in un quartiere dove l’attenzione e l’azione dell’Amministrazione comunale in questi anni si sono, peraltro, dispiegate con una serie di interventi dai risultati – ritengo – positivi.

In quella occasione venne pubblicamente riconosciuto come il parco mancasse di una serie di opere, ma – al medesimo tempo e in nome dell’interesse superiore della comunità – si evidenziò come pareva cosa utile consegnarlo all’uso degli abitanti del Violino anche in ragione dell’imminente periodo estivo.

Quali fossero le lacune e le opere mancanti del parco, a quel tempo, era cosa facilmente verificabile da chiunque ad occhio nudo. E da parte dell’Amministrazione comunale non si è mai cercato di nasconderle. Quali e di chi fossero le responsabilità e le inadempienze, e come l’Amministrazione comunale si sia costantemente adoperata per affrontarle e risolverle, è cosa che mi sembra opportuno segnalare attraverso il Suo Giornale agli abitanti del quartiere, che giustamente si sono amareggiati ed anche arrabbiati per quanto accaduto.

Il completamento delle opere inerenti la realizzazione del parco del Villaggio Violino, infatti, ha dovuto subire una serie di inconvenienti e di rallentamenti dovuti in parte alle responsabilità e alle inadempienze dell’impresa appaltatrice, in parte alle cattive condizioni meteorologiche che hanno falcidiato l’andamento dei lavori. Alcuni atti vandalici hanno poi reso ulteriormente precarie le condizioni del parco.

Non riepilogherò i diversi e ripetuti passaggi attraverso i quali l’Amministrazione comunale ha incalzato e sollecitato l’impresa appaltatrice al rispetto delle condizioni contrattuali.

Allo stato attuale giova anche ricordare, ma questo in termini puramente ipotetici, che un eventuale atto d’imperio che l’Amministrazione comunale avesse inteso intraprendere (ad esempio la rescissione del contratto) avrebbe determinato più danni che benefici (ricorsi, pesante slittamento dei lavori eccetera).

Le ‘pressioni’ nei confronti dell’impresa appaltatrice hanno comunque prodotto alcuni effetti concreti: i lavori sono ripresi e hanno compreso – oltre ad una serie di manutenzioni, sistemazioni e opere di pulizia – gli interventi e le lavorazioni ancora mancanti: l’impegno formalmente assunto dall’impresa è di ultimare il progetto per la fine del mese di settembre. Val la pena di aggiungere che la posa degli alberi mancanti e le eventuali sostituzioni di piante non attecchite, secondo quanto riferito dai tecnici, potranno essere effettuate unicamente nel mese di ottobre.

In questo quadro va comunque evidenziato che l’Amministrazione comunale tutelerà i propri diritti e le proprie prerogative nei confronti dell’impresa appaltatrice qualora essa non ottemperi alle realizzazione delle opere secondo quanto concordato e disposto dagli uffici tecnici comunali.

Infine, un’ultima considerazione sui rilievi – più propriamente politici – sollevati dal Consigliere Pellicanò: è costume dell’Amministrazione comunale e dei suoi esponenti – a cominciare dal Sindaco Paolo Corsini – presenziare ad inaugurazioni di opere realizzate direttamente dalla stessa Amministrazione comunale o per le quali essa abbia avuto un ruolo o abbia fornito un contributo fattivo alla loro realizzazione.

Altri invece, ed è il caso assai ricorrente del Presidente della Provincia, arch. Alberto Cavalli, sono spesso soliti inaugurare o prendere parte ad inaugurazioni di opere che né hanno realizzato, né contribuito a realizzare: una ricerca di visibilità, tesa a mascherare gli inconsistenti risultati di un’azione amministrativa contrassegnata da inerzia e vacuità.


Le politiche scolastiche del Comune di Brescia (29/10/2002)

Penso che il modo migliore per rispondere all'ignobile campagna diffamatoria, portata aventi in queste settimane dalla Lega Nord, sia quello di presentare le cose concrete realizzate dalla Giunta Corsini sui temi importanti che riguardano i cittadini Bresciani (ho avuto modo di descrivere quanto fatto dalla Giunta Corsini in tema di sicurezza in una lettera inviata al vostro giornale, via posta elettronica, il 25 settembre scorso e mai pubblicata).

Questa volta vorrei parlare di politiche scolastiche mettendo a confronto i diversi livelli istituzionali e le diverse politiche da essi perseguite e attuate.

  • Il Governo, a Roma, manifesta in modo esplicito mancanza di programmazione nella gestione dei problemi scolastici, basta pensare alla vicenda legata alla sperimentazione-burla della Riforma Moratti, attraverso il DM n° 100, approvato il 18 settembre ad anno scolastico ampiamente iniziato. Decreto che viene pesantemente stroncato dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (CNPI). Cito, perché in questo senso esemplare, l'inizio del parere del CNPI: " … la Commissione non può, invece, valutare positivamente le modalità adottate sul piano della fattibilità dell'iniziativa sperimentale come previste nella bozza di D.M. allegata alla richiesta di parere. E' necessario, infatti, il rispetto di tempi adeguati e la disponibilità di congrue risorse aggiuntive sia umane sia economiche di cui non si riscontra traccia nel documento inviato. ..".
  • Altra caratteristica delle politiche scolastiche del Governo è quella di intervenire sulla scuola con l'obiettivo di ottenere risparmi e non miglioramento della qualità:
  1. è stata fatta la riforma dell'esame finale di stato con le Commissioni costituite soltanto da insegnanti interni ed un Presidente esterno per ogni scuola;
  2. la Finanziaria 2003, all'esame del Parlamento, sta introducendo ulteriori tagli al personale docente e non docente (34.000 insegnanti in meno in tre anni e 26.700 del personale ausiliario). E' colpito in modo significativo e preoccupante anche il settore riguardante gli insegnanti di sostegno agli alunni portatori di handicap.

Qualche considerazione meritano anche le politiche scolastiche della Regione Lombardia.

La Regione, in questi anni, non ha rinnovato la legge sul diritto allo studio e non ha ottemperato al proprio ruolo di ente intermedio nell’assicurare una programmazione, un disegno-quadro degli investimenti e dei criteri di accesso alle prestazioni nel campo del diritto allo studio. Il Comune di Brescia da molti anni non riceve contributi regionali per il diritto allo studio.

La scelta della Regione è stata quella di introdurre i buoni scuola, in teoria concepiti come sostegno economico per le famiglie degli studenti di scuole pubbliche e private, in condizioni economiche disagiate. In realtà si sono rivelati una forma di finanziamento indiretto alle scuole private senza aiutare le famiglie disagiate. Basta leggere i dati a consuntivo di questi due anni. Faccio un solo esempio: nell'anno scolastico 2000/2001 sono stati stanziati circa 58 miliardi e mezzo di vecchie lire, 600 sono le domande degli studenti delle scuole statali accolte, su un totale di 46.935 domande, con un'erogazione complessiva di circa 150 milioni.

Infine alcune considerazioni sulle politiche scolastiche realizzate dal Comune di Brescia.

Richiamo brevemente gli aspetti più importanti che l'Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Brescia, guidato con competenza e passione dall'Assessore Carla Bisleri, ha portato avanti in questi quattro anni, facendo ricorso quasi esclusivamente a risorse economiche del Comune.

Innanzitutto l’Assessorato ha dovuto affrontare con le sue sole forze grosse novità legislative in materia scolastica, ma al contempo anche forti disagi, perché si è passati da una riforma approvata, poi cancellata (riforma Berlinguer), ad una riforma annunciata, ma che costituisce una sorta di ‘entità indefinita’ visto che ancora deve essere votata dal Parlamento. In questi anni si è avviata l'autonomia scolastica e il Comune di Brescia ha saputo rispondere, in modo adeguato ed efficace, ai nuovi compiti che sono stati assegnati agli Enti Locali ed in particolare al Comune.

Ricordo i nuovi compiti per il dimensionamento della rete scolastica, le nuove competenze nel campo dell'attività rivolta all'ampliamento dell'offerta formativa e/o perequativa: in particolare, i servizi di supporto organizzativo per gli alunni in situazione di svantaggio o di handicap, l’educazione degli adulti, l’orientamento scolastico, le azioni tese a realizzare pari opportunità di istruzione. La scuola del Comune di Brescia, penso ad esempio alla scuola elementare, è una scuola all’avanguardia nazionale, come è unanimemente riconosciuto, una scuola di qualità con una pluralità di offerte organizzative sul territorio che è difficile trovare in altre città.

Si va dalla scuola su sei giorni con i rientri e con i nuclei socio-educativi alla scuola a cinque giorni e alle ricche esperienze di scuola a tempo pieno, tutte esperienze che agevolano stabilmente il diritto all’istruzione.

Il Comune di Brescia ha creduto molto e molto ha investito nell’autonomia delle scuole. Infatti ha stipulato con tutte le scuole autonome cittadine di propria competenza, ad eccezione di un Circolo Didattico, un’intesa che vuole assicurare una puntuale, corretta, partecipata e trasparente gestione del servizio scolastico per favorire lo sviluppo di una logica di corresponsabilità, di progettazione e pianificazione tra il Comune e le scuole autonome. In quest'intesa sono stati stipulati atti, tra il Comune e le dirigenze scolastiche, in attuazione all’autonomia e al decentramento, per lo svolgimento in modo coordinato di determinati servizi, che le scuole possono svolgere sia con proprio personale interno alla scuola sia mediante il ricorso ad altri enti.

Nel campo del Diritto allo studio il Comune di Brescia ha sempre presentato alla città una serie di servizi di qualità. Cito le voci più importanti con gli impegni di spesa per l'anno scolastico 2002/2003, ricordando per correttezza che in alcuni servizi le famiglie concorrono alle spese:

  • sostegno alle scuole per l'ampliamento dell'offerta formativa: un intervento volto a potenziare e sostenere la qualità formativa delle scuole e a rafforzare il rapporto scuola-territorio (77.000 euro);
  • libri di testo gratuiti per gli alunni di scuola elementare (222.000 euro);
  • contributi individuali alle famiglie per il trasporto e per la mensa (335.000 euro);
  • trasporto scolastico per gli alunni portatori di Handicap (190.000 euro);
  • trasporto scolastico per gli alunni della scuola elementare e media (612.000 euro);
  • ristorazione scolastica (6.300.000 euro);
  • integrazione scolastica degli alunni stranieri (273.000 euro);
  • contributi ad altri enti come la cooperativa sociale "G. Tonini-G. Boninsegna", la scuola Audiofonetica, il Centro per l'integrazione scolastica e la piena realizzazione dei non vedenti (382.000 euro)
  • convenzione con le scuole materne paritarie private. Brescia ha sempre creduto in un sistema scolastico integrato costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. Questa convenzione in vigore dall'anno scolastico 2001/2002 garantisce un'offerta educativa scolastica qualitativamente comparata e omogenea su tutto il territorio comunale. In questo modo l'offerta scolastica nel campo della scuola dell'infanzia è garantita dalle scuole materne statali (15), dalle scuole materne comunali (22) e dalle scuole materne convenzionate (20). Alle scuole materne convenzionate viene corrisposto un contributo di 70.496,00 euro per sezione e 10.329,00 euro per ogni alunno residente in situazione di difficoltà psico-fisica. Tali contributi vengono aggiornati annualmente in base alla variazione dell'indice Istat. La spesa complessiva per l'anno scolastico 2002/2003 è di 4.287.000,00 euro.
  • a tutti questi servizi vanno aggiunti gli interventi di manutenzioni ordinarie e straordinarie sugli edifici scolastici e tutti gli interventi per garantire la sicurezza dei lavoratori della scuola e degli studenti. Solo nel bilancio 2002 sono previsti investimenti per 11.000.000 di euro.

Atti concreti di indirizzo e di governo delle politiche scolastiche che testimoniano non solo la qualità degli interventi, ma anche la gran quantità di lavoro compiuto da quest'Amministrazione per il bene dei cittadini bresciani.

Un impegno fattivo, concreto, coerente: in attesa che la Riforma Moratti approdi a qualche risultato minimamente apprezzabile per i ragazzi e le loro famiglie. Risultato di cui, purtroppo, non si vede ancora traccia nonostante la grancassa che il Ministro Moratti agita ogniqualvolta partorisce i topolini.

Maurizio Billante

Capogruppo D.S. in Loggia

 

Il caso Pcb e la tutela della salute dei cittadini secondo i Ds (6/09/2001)

Questo documento intende esplicitare la posizione dei Democratici di Sinistra su un tema che ha destato particolare preoccupazione tra le cittadine e i cittadini bresciani. Siamo consapevoli della complessità e della gravità della situazione, ma non è da oggi che il problema è conosciuto, monitorato e tenuto sotto costante controllo. Non è da oggi che il nostro partito segue con attenzione le vicende legate alla Caffaro e, in particolare, alla presenza di sostanze inquinanti sul territorio. Non è dunque sotto la spinta delle cronache e dei presunti scoop che ci stiamo occupando della questione e che continueremo ad occuparcene, ma intendiamo indirizzare il nostro impegno, forte e motivato, affrontando il problema nei suoi diversi aspetti. Con la massima trasparenza, evitando minimizzazioni, ma allo stesso tempo rifiutando la logica dei sensazionalismi, delle polemiche pretestuose, degli allarmismi spesso irresponsabili.
Possiamo individuare quattro punti su cui concentrare la nostra attenzione:

1. Il territorio cittadino.
Prima di realizzare il Termoutilizzatore Asm vennero svolte ricerche e analisi a largo spettro, volute dall’Amministrazione comunale e finanziate Asm, per indagare lo stato del terreno della città. Per tre volte tra il 1994 e il 1998 sono stati raccolti campioni di terreno, in circa 80 punti dell’intera città, per poter valutare la possibile incidenza delle emissioni dell’impianto sul territorio cittadino. I risultati di queste indagini sono state memorizzate su cd-rom e consegnate all’Amministrazione Comunale ed alla Regione Lombardia il 29 marzo 2001, ma sono ancora prive della Relazione Sanitaria dell’Autorità competente (Asl), che dovrà stabilire il grado di pericolosità per la salute umana.
I dati raccolti – prima dell’entrata in funzione del Termoutilizzatore - segnalano infatti la presenza di numerosi valori fuori norma rispetto al DM 471/99 che ha abbassato notevolmente i precedenti limiti della Regione Lombardia soprattutto per quanto riguarda i siti residenziali. (12500 volte di meno).
La situazione che emerge è comunque seria e va approfondita soprattutto alla luce della relazione sanitaria una volta che verrà completata e consegnata al Comune di Brescia.
Tale relazione sanitaria, che dovrà accertare l’eventuale pericolo per la salute dei cittadini bresciani, costituisce l’unico documento in base al quale il Comune sarà chiamato a intervenire con provvedimenti e ordinanze di competenza.
Al momento, dunque, nonostante il problema messo in evidenza dalle rilevazioni sia indubitabilmente serio, appare irresponsabile alimentare paragoni infondati tra Brescia e Seveso (basti ricordare che in quel caso fu disposto un piano di evacuazione immediato!).

2. Il territorio della quarta circoscrizione.
Dopo le segnalazioni del Presidente e del Consiglio della IV Circoscrizione è stata riscontrata, nel sedime della sede della Circoscrizione (ex Scuola Elementare "Vito Dusi"), la presenza di metalli pesanti, fra i quali il Mercurio, al di sopra dei limiti di legge.
Accertata la problematicità della situazione l'Asl ha ritenuto, opportunamente, di procedere ad un’indagine più approfondita individuando, nel territorio della Circoscrizione, altri luoghi frequentati dai cittadini ("siti sensibili")in cui effettuare ulteriori prelievi. I certificati delle analisi degli ultimi 18 campionamenti del territorio della IV Circoscrizione sono stati resi noti dall’ARPA di Brescia il 20 giugno 2001. Questi dati hanno segnalato tre siti "sensibili" con valori oltre il limite consentito dalla legge.
Rispetto ai dati dell’intero territorio cittadino di questi è già stata redatta la Relazione Sanitaria, che è stata consegnata al Comune di Brescia il 23 luglio 2001.
In questa relazione, nelle conclusioni, si segnalano i provvedimenti da assumere per le zone già riconosciute come inquinate (sede Circoscrizione, giardini di Via Nullo, giardini di Via Bevilacqua, campo Calvesi).
"… non sono proponibili provvedimenti diversi dalla bonifica da attuarsi previo piano d’intervento e di caratterizzazione completa dei siti individuati".
In seguito a queste conclusioni l’Amministrazione comunale ha inviato due diffide alla "Caffaro S.p.A." nelle quali invita la società ad avviare, conformemente al D.M. 471/99, gli interventi di messa in sicurezza d’emergenza, di bonifica e ripristino ambientale dei luoghi inquinati (perimetro della fabbrica, sede IV Circoscrizione, giardini di Via Nullo e di Via Bevilaqua, campo Calvesi). Sui quattro luoghi pubblici partirà, nel caso la Caffaro non proceda all’azione di risanamento al di fuori dei confini dell’azienda, in ogni caso l’azione di bonifica ad opera dell’Amministrazione Comunale.
E’ importante ricordare che il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL ha anche affermato che "stanti le concentrazioni d’inquinanti rilevate e l’utilizzo dei terreni attuali (parco, campo sportivo, verde pubblico…) non si ritiene allo stato attuale sussistano le condizioni per proibirne l’utilizzo da parte dei cittadini.." (3 agosto 2001).

3. La Caffaro S.p.A.
Il piano di caratterizzazione, consegnato dalla Caffaro all’Amministrazione il 10 agosto 2001, segnala una situazione delicata su cui la proprietà dovrà intervenire. E’ utile ricordare che la dirigenza della fabbrica era stata invitata dal Sindaco Corsini, nella primavera del 2000 – in tempi antecedenti al "polverone" estivo sollevato dagli articoli della stampa - subito dopo l’entrata in vigore del decreto Ronchi a stendere il piano di caratterizzazione.

4. Il Comparto Milano.
L’esigenza di far procedere qualunque intervento urbanistico da adeguati lavori di bonifica dei suoli è sempre stata presente all’Amministrazione Comunale e alle forze di maggioranza che la sostengono. Non avrebbe del resto potuto essere altrimenti, dal momento che l’intervento riguarda un’area industriale dismessa caratterizzata dalla presenza di lavorazioni "pesanti".
Su questo ultimo tema, tuttavia, la nostra convinzione è forte: per poter accelerare la bonifica del territorio – nel caso si individuino sostanze inquinanti - è necessario approvare la delibera relativa.
Già nella Delibera che doveva essere approvata prima del mese d’agosto appariva chiara l’impossibilità di avviare nuove costruzioni senza le bonifiche dei suoli. Infatti l’art. 5 delle norme tecniche di attuazione del Comparto Milano recita " Tutti gli interventi di nuova costruzione dovranno essere preceduti dall’espletamento delle procedure di legge finalizzate alla bonifica dei suoli, così come prescritto dalla D.G.R. n. VI/47760 del 14/01/2000.
Oggi la delibera del Comparto Milano, nelle sue norme tecniche di attuazione, è stata anche arricchita da una ulteriore articolo che recepisce il decreto n. 17437 del 18 luglio 2001 (pervenuto all’Amministrazione Comunale il 16 agosto 2001). Tale decreto esclude il Piano Particolareggiato del "Comparto Milano" dalla procedura di valutazione d’impatto ambientale, ma individua precise prescrizioni con particolare riguardo alla bonifica del terreno in base al decreto ministeriale 471/99.
E’ utile ricordare, infine, l’istituzione del Comitato tecnico-scientifico presieduto dal Direttore Generale dell’ASL di Brescia, che si è insediato il 4 settembre ’01, e che è stato incaricato di valutare i rischi per la salute nelle aree adiacenti alle zone interessate dalla presenza nel terreno di sostanza inquinanti e tossiche.
Parallelamente è stata istituita presso l’Assessorato Ambiente ed Ecologia del Comune di Brescia una Commissione scientifica permanente, che affiancherà, rafforzandone l’operatività e l’efficacia, i tecnici del settore nel difficile ed impegnativo lavoro di valutazione dei piani di caratterizzazione già presentati dalla Caffaro e dal Consorzio Comparto Milano.

Conclusioni
La situazione del suolo cittadino, dal punto di vista dell’inquinamento presenta seri motivi di preoccupazione, evidenziati dai dati raccolti nelle indagini del 94, 96 e 98 (prima dell’avvio del TermoUtilizzatore).
Per poter disporre interventi adeguati a risolvere gli eventuali problemi per la salute pubblica Il Comune ha bisogno che venga consegnata dalla ASL la Relazione Sanitaria. In attesa di questo documento è privo di ogni fondamento tracciare paralleli con situazioni tragiche o parlare di Brescia come di una "seconda Seveso". Solo questo documento è titolato a stabilire l’effettivo grado di pericolosità della situazione e a prescrivere gli opportuni interventi.
Questo è quanto è accaduto, in effetti, a seguito dell’indagine sui 18 siti sensibili della IV Circoscrizione; in presenza della Relazione Sanitaria il Comune ha disposto le ordinanze di bonifica dei quattro "siti sensibili" che presentavano valori fuori dai limiti prescritti dalla Legge Ronchi.
Per quanto riguarda la situazione della Caffaro e delle zone circostanti, l’organismo competente a tracciare un quadro esauriente e ad individuare gli strumenti atti a tutelare la salute dei cittadini è la Commissione costituita dall’ASL e presieduta dal Dr. Coppini.
Va ribadito con forza, però, che non ha alcun senso sospendere la approvazione del comparto Milano, in attesa dei risultati dei lavori della Commissione. Gli interventi prioritari per il comparto Milano infatti riguardano la bonifica (preceduta ovviamente dagli opportuni "piani di caratterizzazione") necessaria per i suoli eventualmente inquinati a prescindere dai risultati e dai tempi di lavoro della Commissione ASL.
Va dunque sottolineato con chiarezza che la delibera già passata all’esame della Commissione Urbanistica e che sarà proposta all’approvazione del Consiglio prevede che nessun cantiere possa essere avviato prima che siano state portate a termine le necessarie operazioni di bonifica dei siti. L’approvazione della delibera in oggetto, dunque, contrariamente a quanto vorrebbero le strumentali osservazioni della minoranza in Loggia, non solo non costituisce un passaggio pericoloso, ma è la condizione per assicurare nei tempi più rapidi, e in condizioni di trasparenza, l’efficace bonifica di un’importante parte della nostra città.

Documento dei DS consegnato in conferenza stampa

I Democratici di Sinistra di Brescia

 

Egregio Direttore, (3/01/2003)

sorprende non poco l’affermazione dell’Avv. Fausto di Mezza, Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Loggia, il quale rimpiange gli anni nei quali Mino Martinazzoli era Sindaco della città.

Per almeno un buon motivo, che dimostra inoppugnabilmente la memoria corta dell’Avv. Di Mezza.

Tralasciando i giudizi sferzanti e gli appellativi irridenti con i quali Mino Martinazzoli apostrofava l’opposizione di centrodestra a Palazzo Loggia, e in particolare l’Avv. Di Mezza, negli anni in cui era Sindaco della città di Brescia, basterebbe rammentare una recente intervista rilasciata dallo stesso Martinazzoli ad un importante quotidiano nazionale, intervista nella quale ha definito ‘idiota’ – testuale parola – l’attuale opposizione della Casa delle Libertà in Consiglio comunale a Brescia.

La morale che possiamo trarne è dunque la seguente: se, come accusa l’Avv. Di Mezza, il centrosinistra che guida la città soffrirebbe di ‘nanismo amministrativo’, il centrodestra – e in particolare l’Avv. Di Mezza – soffrono certamente di… ‘masochismo politico’.

Rimanendo in tema di scambi augurali, non ci si può esimere dal riservare un replica anche all’Avv. Cesare Galli, Capogruppo della Lega Nord, che da qualche tempo a questa parte mostra evidenti segni di nervosismo e di inquietudine.

Tormentato – novello Amleto della Padania – dallo straziante interrogativo (‘Mi candidano o non mi candidano?), l’Avv. Cesare Galli si lascia andare ad una serie di apprezzamenti sia sulla maggioranza di centrosinistra (che definisce un ‘pugile suonato’) che sul Sindaco Paolo Corsini.

Quanto alle offese rivolte a Corsini, ha già risposto più che efficacemente lo stesso Sindaco.

In merito, invece, agli epiteti rivolti alla coalizione di centrosinistra che governa la città, giova ricordare all’Avv. Galli che se anche i ‘pugili’ possono anche arrivare alla condizione di essere ‘suonati’, gli ‘sparring partner’ – ovvero i panchinari – non possono ambire a tanto, perché rimangono costantemente ai bordi del campo e si limitano ad allenarsi, attendendo il ’gran giorno’ che non arriverà mai. 

Maurizio Billante

Capogruppo Democratici di Sinistra

 

Risposta alla richiesta di dimissioni di Onofri da parte di Paroli (23/10/2001)

Non intendiamo lasciar cadere sotto silenzio la richiesta offensiva e strumentale di dimissioni avanzata dal Consigliere di Forza Italia on. Adriano Paroli nei confronti del Vice Sindaco Giuseppe Onofri, richiesta che sarebbe legata alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso avv. Onofri all’indomani della pubblicazione dell’inchiesta sul PCB a Brescia da parte del quotidiano Repubblica con il clamoroso titolo "A Brescia c’è una Seveso bis".

L’onorevole Paroli – cui evidentemente non interessa la salute dei cittadini, ma la sterile polemica elettorale – ritiene di cogliere "un’inammissibile contraddizione" tra quanto allora affermato dal Vice Sindaco G. Onofri e l’atteggiamento assunto successivamente dal Sindaco Paolo Corsini. Valutazione, quella dell’on. Paroli, che non trova alcun fondamento nella realtà.

Riteniamo, al contrario, di dover ancora oggi apprezzare il comportamento e le dichiarazioni del Vice Sindaco Onofri, dichiarazioni improntate ad una responsabile prudenza nell’affrontare una questione delicata e complessa, evitando di amplificare allarmismi e sensazionalismi dannosi e nello stesso tempo dimostrando impegno e fattiva attenzione alla conoscenza della questione e alla predisposizione delle più corrette, efficaci ed opportune modalità di intervento.

Situazioni difficili e delicate come la tutela della salute dei cittadini non si possono affrontare né confondendo la propria voce con i clamori propagandistici né lavandosi la coscienza con la semplicistica affermazione "anch’io l’avevo detto".

Il comportamento di un amministratore che ha a cuore i problemi dei propri concittadini non può che essere quello di andare all’essenza dei problemi, di lavorare alacremente per affrontare il merito delle questioni, di elaborare efficaci proposte. Nell’interesse prioritario della tutela della salute della comunità.

Su vicende sedimentatesi nel tempo non si interviene con la fretta e la precipitazione: sono la determinazione, l’accuratezza delle analisi, la serietà delle valutazioni e la qualità degli interventi che si predispongono che fanno la differenza tra un amministratore responsabile e chi invece irresponsabilmente getta benzina sul fuoco per puro calcolo politico.

La saggezza e la responsabilità dimostrate dal Vice Sindaco Onofri hanno contribuito a fa maturare le decisioni e le iniziative assunte dall’Amministrazione comunale, che sono sfociate nelle richieste avanzate al Ministro dell’Ambiente e che hanno ottenuto positiva risposta.

Per questi motivi manifestiamo la piena solidarietà politica ed umana al Vice Sindaco Onofri e piena fiducia nell’operato dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Corsini, ma allo stesso tempo saremmo maggiormente interessati a rapporti di collaborazione leale e fattiva, soprattutto su temi di tale rilevanza.

Per il gruppo D.S.

Maurizio Billante

La finanziaria 2002 sui quotidiani locali (30/09/2001)

Leggendo gli articoli sulla nuova finanziaria pubblicati sul giornale da lei diretto il 27 ottobre (pagg. 1, 27) non ho trovato nessuna notizia (solo qualche riferimento, virgolettato, riferito al Ministro Tremonti) riguardante il congelamento di ulteriori sconti sull'Irpef che, secondo quanto previsto dalla Finanziaria del governo Amato, sarebbero dovuti scattare dal prossimo 1° gennaio. Questi ulteriori sconti già previsti ed introdotti dal governo dell’Ulivo avrebbero dovuto garantire la riduzione dal 24 al 23% dell'aliquota applicata ai redditi tra 20 e 30 milioni, e di mezzo punto delle aliquote attualmente al 39% (da 60 a 135 milioni) e al 45% (oltre i 135 milioni). Come mai non avete riportato questa importante notizia?

Maurizio Billante - Capogruppo DS in Loggia

 

Torni la Politica (17/10/2001)

Abbiamo la sensazione che la vicenda dello scorporo della Sezione Trasporti dell’ASM stia assumendo i contorni di un paradigma politico delle filosofie che animano il Centro Destra ed il Centro Sinistra: si vedono in proposito le recenti prese di posizione di esponenti della maggioranza Polista in Broletto e le risposte del Sindaco Corsini dalla Loggia.

Vi è una premessa a qualsiasi ragionamento che voglia prescindere dalle rivendicazioni di poltrone in alcuni Consigli di Amministrazione a compenso di partecipazioni azionarie simboliche. La questione dei servizi pubblici e del ruolo dei gestori (ASM in testa) deve trovare la propria sede istituzionale di confronto nel rispetto dei ruoli e delle funzioni.

La Provincia è il soggetto che programma, il Comune è uno dei soggetti proprietari, l’Asm e le altre società di servizi sono solo i soggetti gestori.

Chiarito il ruolo ci sarebbe da interrogarsi sui ritardi nella programmazione e sui limiti della gestione: stendiamo pure un velo pietoso sulla Provincia e sulla sua programmazione mancata (dal piano Territoriale di Coordinamento al Piano Rifiuti, ma qualche squarcio anche sui limiti della gestione (vicenda SIA – ASM, blocco del Termoutilizzatore) si è aperto nei mesi scorsi e un ritorno della politica potrebbe a nostro avviso essere utile per ricucirlo. Non ha molto senso oggi rivendicare la libertà di mercato e contemporaneamente porre la questione della partecipazione pubblica all’azionariato: il problema è quali servizi debbono rispondere a logiche di profitto e quali a logiche sociali, alla luce del fatto che alcuni hanno limitati connotati di pubblica utilità ed altri sono per definizione di pubblica utilità tout court; si pensi da una parte alla fiera e dall’altra ai rifiuti per esempio, sapendo che comunque la multiattività può produrre o elefantismo o utili sinergie a seconda di come viene tecnicamente e politicamente guidata.

Al fondo del nostro ragionamento, che parte dalla esigenza di un ritorno della politica nelle realtà strategiche, vi è la consapevolezza che la qualità dei servizi a Brescia e Provincia è comunque elevata, grazie anche alle vicende pubbliche, ma non può continuare a convivere con limiti infrastrutturali e problemi di relazione con il governo Regionale e Centrale, non sempre puntuali ed attenti nell’esercizio delle proprie funzioni (Autostrade, Anas, ecc …). Forse il sasso del federalismo, dopo la legge di modifica istituzionale sancita dal referendum del 7 ottobre ’01, lanciato negli opportuni modi può riportare al protagonismo i soggetti istituzionali locali che, con l’aumento delle competenze, vedranno accrescere il numero e la complessità dei servizi da erogare e quindi dovranno trovare la giusta calibratura per gli indirizzi da dare alle aziende a partecipazione pubblica.

Certo, occorrerà conciliare i pensieri lunghi della programmazione con l’urgenza quotidiana dei problemi; il nostro Partito, anche con il prossimo Congresso, tenterà di mettere a punto l’esperienza comunque positiva del passato e la riflessione del presente per dare a Brescia le soluzioni migliori per il futuro, con la consapevolezza che solo la più ampia partecipazione ed il confronto senza pregiudiziali consentiranno di far coincidere le proposte con l’interesse della comunità bresciana, chiamata a governare profondi mutamenti economici, sociali, culturali nel segno della innovazione e del progresso.

Carlo Fogliata – Maurizio Billante

Il quartiere Sanpolino (20/08/2002)

Gentile direttore,

alcune brevi considerazioni in merito alla lettera "una politica immobiliare" pubblicata il 18 agosto. Fra gli esempi concreti, citati per presentare la cattiva politica (tutta da dimostrare) di quest'amministrazione, si parla di Sanpolino come di un quartiere periferico di Mosca o di un futuro quartiere-bolgia. Ammetto di non conoscere i quartieri di Mosca, se non attraverso immagini televisive, ma sicuramente il quartiere di Sanpolino presenta ricche, curate e diverse tipologie abitative , con soluzioni tecnologiche d'avanguardia (si pensi all'applicazione della bioedilizia), ampi spazi pubblici e una gran quantità d'aree verdi a servizio della comunità. Si tratta di un progetto serio pensato per costruire una parte di città con una elevata qualità urbana e della vita.D'altra parte basta guardare S. Polo Nuovo, quartiere in cui risiedo. Sicuramente è questa una zona in cui si vive bene: tanto spazio sicuro per i giochi delle bambine e dei bambini, piste ciclabili in sede protetta, servizi e strutture commerciali adeguate alle esigenze dei cittadini che vi risiedono. Il nuovo quartiere, con soluzioni architettoniche diverse, proseguirà nel disegno politico-amministrativo, avviato in passato dalle giunte di centrosinistra, di dare ai bresciani una casa, anche in affitto, in un quartiere bello da vivere e dotato di una sua riconoscibilità architettonica.Paragonare Sanpolino ad un quartiere periferico di Mosca o ad una "bolgia" vuol dire non conoscere il progetto, che la Giunta Corsini ha più volte presentato ai cittadini, sia sui giornali sia in incontri pubblici molto partecipati. E' evidente che ognuno è libero di esporre le proprie posizioni e critiche, ma dovremmo anche sforzarci di portare un minimo di dimostrazione convincente alle idee manifestate per evitare di fare solamente della cattiva e pregiudiziale disinformazione, e soprattutto bisognerebbe attenersi alla verità dei progetti.

Billante Maurizio - Capogruppo DS in Loggia.

 

Gli interventi della Giunta Corsini nel campo della sicurezza (22/09/2002)

 Nell'ultimo Consiglio comunale abbiamo assistito ad una serie di affermazioni dei consiglieri di minoranza del centro destra che mi sento di definire, senza timore di smentite, false e scorrette.

Mi riferisco alla discussione della delibera: relativa ai Criteri generali per l'adozione del nuovo Regolamento del Corpo di Polizia Municipale. Durante il dibattito alcuni consiglieri del centrodestra hanno affermato che la Giunta Corsini non ha fatto nulla sul tema della sicurezza.

Mi pare opportuno innanzitutto ricordare una questione fondamentale che il centrodestra continua a ‘dimenticare’: lo faceva in passato quando in Italia governava il centrosinistra lo fa adesso che è al Governo e ha precise responsabilità in tema di sicurezza e ordine pubblico.

Il Comune di Brescia, come qualsiasi altra Amministrazione comunale d’Italia, di qualsiasi colore politico essa sia, si muove all’interno di un quadro di competenze e di prerogative che in materia di sicurezza rimane circoscritto e limitato.

La Polizia Municipale non ha compiti di ordine pubblico, ma le sono attribuite soltanto delle funzioni ausiliarie di Pubblica Sicurezza. Le mutate condizioni sociali hanno portato il corpo municipale a svolgere un ruolo di sostegno e a volte di supplenza delle vere forze preposte alla tutela dell'ordine pubblico (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza …). Nonostante questa realtà, sancita dal quadro normativo attuale, tutto ciò che accade sul territorio cittadino in tema di sicurezza ricade – strumentalmente e pretestuosamente - sempre in capo all'Amministrazione locale.

Veniamo ad alcuni fatti concreti decisi dall'Amministrazione di centrosinistra che governa la Loggia. Gli impegni assunti parlano più delle false parole pronunciate da alcuni esponenti del centrodestra nell'ultimo consiglio comunale.

  1. Nella prossima primavera l’Amministrazione comunale consegnerà alla Polizia di Stato il Cinema Moderno ristrutturato per accogliere un nuovo Commissariato di Polizia con circa 40 nuovi agenti. Costo dell'intervento a carico del comune sarà di 2,7 milioni di euro (quasi 5,5 miliardi di lire);
  2. Realizzazione di una nuova caserma dei Carabinieri in zona Lamarmora: stanziati 872.000 euro
  3. Installazione di telecamere in zone a rischio della città: verranno installate circa 60 telecamere in punti critici della città. Quest'estate è iniziata l'installazione dopo che erano stati individuati i luoghi d'installazione a seguito di un protocollo d'intesa siglato con la Prefettura, la Questura, il comando dei Carabinieri e l'A.L.E.R. Ricordo anche che la Regione Lombardia doveva contribuire a questo progetto nel lontano '99, ma non ha mantenuto fede agli impegni assunti e quindi il Comune ha provveduto autonomamente. Nel 2002 sono stati stanziati per questi interventi poco più di 830.000 euro;
  4. Il controllo del territorio è stato fortemente incrementato sia con l'apertura dei nuovi distaccamenti della Polizia Municipale che con l'allargamento dei servizi notturni da parte della stessa. Con l'apertura del distaccamento dell'Oltremella, ci saranno ben sei sedi operative sul territorio (Comando Via Donegani, Carmine, Casazza, S.Polo, Chiesanuova e appunto Oltremella) dotate di proprio personale sui diversi turni più il posto fisso della Stazione Ferroviaria. Per quanto riguarda le risorse economiche impiegate a tal proposito ricordo solo le cifre relative all'ultimo distaccamento che verrà aperto quello dell'Oltremella: per l'acquisto dell'immobile 402.000 euro e per la ristrutturazione 216.000 euro. Per ciò che riguarda il servizio notturno della Polizia Municipale, iniziato in via sperimentale nel 1999 è stato confermato e rafforzato. Questo servizio garantisce presenze più che raddoppiate rispetto al passato, garantendo una forte presenza proprio in quegli ambiti temporali ritenuti, anche dalla popolazione, più a rischio e delicati;
  5. Si è stipulato un importante appalto con un istituto di vigilanza privata per il presidio notturno del territorio cittadino e per una presenza diurna nelle zone a maggiore frequentazione del centro storico;
  6. Le convenzioni stipulate con le associazioni di volontariato per l'attività di presenza dei volontari presso i parchi e le scuole;
  7. I servizi investigativi e di polizia giudiziaria della Polizia Municipale hanno proceduto autonomamente a centinaia di arresti con la gestione autonoma (possibile solo in altri tre comuni italiani oltre a Brescia) delle procedure di identificazione degli autori di reati. Oltre 140 arresti nel 2001, 120 nel 2000 e 68 nei primi otto mesi del 2002. Un numero elevato di azioni svolte a supporto dei Carabinieri e della Polizia di Stato;
  8. Il Comune di Brescia ha assunto alla fine del 2001 altri 19 agenti di Polizia Municipale con il contratto di formazione e lavoro, le ulteriori assunzioni di 15 agenti previste nel bilancio preventivo del 2002 non sono state realizzate perché la finanziaria del governo Berlusconi ha imposto il blocco delle assunzioni. Dal 1999 al 2002 sono stati assunti oltre 40 nuovi agenti, per una dotazione complessiva che raggiunge le 300 unità (si consideri che mediamente un agente costa all'Amministrazione 40.000 euro all'anno. Lascio a voi i conti!);
  9. Nel 1998 c'erano due ausiliari del traffico oggi ci sono 22 ausiliari del traffico;
  10. Ci sono poi tutti i compiti relativi al controllo del traffico:

  11. Molta attenzione è stata posta alla tutela ed alla vigilanza delle zone a traffico limitato: 27.000 infrazioni nel 1999, 25.000 nel 2000, 27.000 nel 2001 e 11.700 nel primo quadrimestre del 2002;
  12. Dal gennaio 2002 ad oggi sono state ritirate oltre 1200 patenti e sono state eseguite oltre 800 segnalazioni per la sospensione o la revoca delle stesse;
  13. E' stato aperto lo sportello di Assistenza alle vittime di violenze che offre aiuto alle vittime di furti, rapine, truffe …

Si potrebbe continuare ancora, ma tanto può bastare però per dare la dimensione e la concretezza degli interventi che abbiamo realizzato e messo in cantiere con la consapevolezza che governare una città complessa come Brescia vuol dire individuare soluzioni ai problemi facendo i conti con gli strumenti e le risorse a disposizione (così accade anche nelle città governate dal centrodestra), ricordando anche che non esistono risposte facili o bacchette magiche su questi temi.

Altri si sono presentati ai cittadini promettendo soluzioni miracolose, ma in 16 mesi di governo-Berlusconi nulla di tutto questo è accaduto e la situazione del Paese è peggiorata.

E ciò non solo in campo economico finanziario, come da più versanti viene denunciato, ma anche sotto il profilo della sicurezza , uno dei cavalli di battaglia elettorali di Berlusconi.

Ma i cittadini, dopo tanto fumo sparso dal centrodestra, stanno aprendo gli occhi.

Billante Maurizio - Capogruppo DS in Loggia

 

La Lega non assume mai le sue responsabilità

Il segretario della Lega Nord-Lega Lombarda, rispondendo agli esponenti dei Democratici di Sinistra Bragaglio e Tolotti, ha dimostrato la solita incapacità della Lega ad assumersi le proprie responsabilità.

Le colpe sono sempre degli altri, del Centrosinistra che ha governato a Roma negli anni precedenti e del Sindaco Corsini che governa a Brescia. Nulla dice il Segretario M. Gelmini delle incapacità che il suo partito ha dimostrato a Roma in questo 17 mesi su molte questioni: la scuola, l'economia, l'immigrazione clandestina e nulla dice di quello che non hanno saputo fare in questi anni in Lombardia ed in Provincia di Brescia dove rivestono importanti ruoli di governo.

A Brescia l'Amministrazione di centrosinistra ha svolto con impegno ed efficacia il ruolo di governo su molti temi ed anche sul tema della sicurezza come ho avuto modo di presentare con fatti concreti nella lettera che il Giornale di Brescia ha pubblicato il 27 settembre scorso.

Nella lettera pubblicata il 18 ottobre c'è poi un'affermazione "stonata", che testimonia come l'atteggiamento della Lega nei confronti del rispetto delle regole e delle Istituzioni sia del tutto assente. Il Segretario Provinciale della Lega dice "… Paolo Corsini si è fatto paladino e sponsor della regolarizzazione dei pachistani clandestini che per mesi hanno occupato e lordato le piazze della nostra città …".

Se veramente Gelmini ha a cuore la pulizia della nostra città si rimbocchi le maniche e inizi a dare il buon esempio andando a ripulire la città imbrattata dai manifesti che la Lega ha affisso abusivamente in molti luoghi pubblici e privati senza il rispetto delle norme. Ma si sa le regole sono per gli altri e non per la Lega Nord-Lega Lombarda.

Billante Maurizio - Capogruppo DS in Loggia

Buono Scuola  Formigoni

Intervengo sull’articolo pubblicato dal vostro quotidiano sabato 18 novembre ’00 sul Buono scuola della Regione Lombardia.

Innanzitutto mi pongo alcune domande: quante saranno le richieste presentate? Quante saranno accolte? Quante saranno respinte e a quali famiglie apparterranno? ? A chi giungeranno i contributi del Buono scuola?

Fra qualche mese avremo tutti questi dati e li potremo commentare. Io però sono convinto che nessun iscritto alla scuola statale usufruirà di questo beneficio, in quanto la legge regionale esclude dal computo delle spese i libri di testo, il servizio mensa e le spese di trasporto (in quanto già oggetto di interventi nazionali e locali). Sono, invece, ammissibili le spese a carico delle famiglie per il personale insegnante impegnato in attività didattica di sostegno per alunni portatori di handicap, ma nelle scuole pubbliche questi interventi sono a carico del Comune

Entro nel merito di alcune considerazioni della lettera del Presidente. Formigoni dice che la Lombardia è la prima regione che risponde decisamente nei fatti a tre esigenze. Ricordo che la Regione Emilia Romagna ha già prodotto la legge reg. n° 10 del 25 maggio 1999 - Diritto allo studio e all'apprendimento per tutta la vita e qualificazione del sistema formativo integrato (all’art 12 del Titolo IV si parla di Assegni di studio ed in particolare al comma 2 si dice "L'assegno di studio al fine di favorire il successo scolastico servirà a coprire una percentuale non superiore al 50% delle spese effettivamente sostenute dagli allievi iscritti e frequentanti le scuole statali e non statali …")

  1. Formigoni dice che il buono scuola contribuirà ad elevare la qualità del sistema scolastico. Questo non accadrà perché il contributo è rivolto alle famigle e non alle scuole e quindi "la giusta competizione tra gli istituti scolastici" non si realizzerà certamente attraverso il provvedimento della Regione Lombardia. Se ci sarà competizione tra scuole, sarà sicuramente da attribuire all’Autonomia scolastica. Mi sembra estremamente semplicistico pensare che la qualità della scuola possa innalzarsi per effetto di interventi di questo tipo: la qualità di un sistema complesso come quello scolastico la si può migliorare solo attraverso interventi strutturali di riforma, ma soprattutto attraverso progetti che si rivolgano a tutto il sistema scolastico senza emarginazione di nessuna parte.
  2. Per quanto riguarda il sostegno alle famiglie economicamente più svantaggiate, a me sembra che non si garantirà loro un’effettiva libertà di scelta. Il provvedimento della Regione Lombardia copre, infatti, fino ad un massimo di due milioni (elevabili a tre in presenza di portatori di handicap) il 25 % di alcune spese, mentre il 75% della spesa restante rimarrà a carico dei bilanci familiari. Io dubito che una famiglia con un reddito basso potrà decidere di iscrivere, comunque, il proprio figlio ad una scuola legalmente riconosciuta, visto che le spese per le sole rette superano di gran lunga i due milioni che potrebbe recuperare dal buono scuola.
  3. Il Presidente Formigoni, nella conclusione della sua lettera, elogia il suo provvedimento, attribuendogli il dono di mettere in movimento il sistema scolastico, irrigidito dal centralismo del governo, verso la qualità e l’efficienza . A me sembra, invece, che se sarà possibile colmare il ritardo del nostro sistema scolastico nei confronti dei modelli europei, lo si dovrà all’opera del governo di centrosinistra, che ha avuto sicuramente il merito di realizzare una Riforma Scolastica complessiva che, pur tra numerose e inevitabili difficoltà, si propone di elevare la qualità ed efficienza del sistema formativo italiano.

Billante Maurizio - Capogruppo DS in Loggia

 

Le sanatotrie-regolarizzazioni della Lega

Nella notte fra venerdì 11 e sabato 12 ottobre ’02 la città è stata imbrattata da molti manifesti della Lega Nord - Padania, affissi in spazi pubblici e privati violando il regolamento di Polizia Urbana e le norme relative alle affissioni.

L'inciviltà di questo comportamento si commenta da sola basta girare la città e guardare!!!

Nel merito delle accuse riportate dai Manifesti mi pare opportuno ricordare alcuni aspetti:

si individua nel Sindaco Paolo Corsini e nel precedente governo di centrosinistra i responsabili locali e nazionali di tutti i problemi connessi all'immigrazione irregolare, alla criminalità, alla prostituzione …

Ancora una volta la Lega dimentica, e questo accade sempre più spesso, che da oltre un anno sono loro ad avere responsabilità di governo a livello nazionale, da anni governano in Lombardia e adesso anche in Provincia di Brescia. In questi mesi non hanno sicuramente contribuito a risolvere questi problemi che il centrosinistra ha sempre cercato di regolare e governare, come avviene in tutta Europa. Non nascondo che i risultati non sono sempre stati positivi, ma ho già detto più volte che non esiste la bacchetta magica su questioni così complesse.

Per ora la legge Bossi-Fini, che ha portato tante incongruenze e vuoti legislativi, ha bloccato alla frontiera qualche docente universitario, ma non ha bloccato gli sbarchi clandestini sulle nostre coste. Sicuramente ha contribuito agli eventi tragici che hanno colpito numerose persone disperate in cerca di un futuro più dignitoso.

Ricordo ancora, concludendo, che il governo Berlusconi con l'appoggio della Lega sta contribuendo alla più grande sanatoria di questi ultimi anni: le cifre pubblicate in questi giorni da parte dei Sindacati Confederali parlano di oltre 320.000 domande presentate a livello nazionale, di queste 14.025 in provincia di Brescia (se aggiungiamo le altre organizzazioni autorizzate alla raccolta delle domande possiamo far crescere ancora questo numero). Il termine per la presentazione delle domande è stato recentemente spostato all'11 novembre dalla Camera dei Deputati.

Premesso che non sono contrario alla regolarizzazione di badanti e lavoratori, sarebbe opportuno smetterla di strumentalizzare i problemi e di mentire continuamente sulle responsabilità politiche; i cittadini, indipendenetemente dalle loro appartenenze partitiche, non meritano questi continui ed inutili slogan.

L'Amministrazione Comunale bresciana si è mossa in questi anni, rispetto alle sue competenze, cercando di trovare soluzioni ai problemi (ho avuto modo di descrivere quanto fatto in una recente lettera pubblicata dal vostro giornale il 27 settembre scorso).

Siamo convinti che tutto è migliorabile, anche quello che abbiamo proposto, ma il governo dei problemi complessi richiede tempo e soprattutto dobbiamo fare i conti con le competenze e le risorse attribuite ai vari livelli istituzionali.

E gli Enti Locali sono sempre più in difficoltà nel reperire le risorse umane ed economiche per affrontare i problemi visto le ristrettezze che vengono loro riservate sempre più frequentemente dalle Finanziarie del centrodestra.

Billante Maurizio - Capogruppo DS in Loggia

Votiamo Sì al Referendum del 7 ottobre

Il 7 ottobre i cittadini italiani saranno chiamati a pronunciarsi, con il referendum confermativo, sulle

modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione (quella che regola il rapporto fra lo Stato, le Regioni e gli Enti locali) introdotte dal precedente governo di CentroSinistra.

E’ utile ricordare che le leggi di riforma costituzionale come quella sul federalismo, hanno un iter diverso da quelle ordinarie. Tali leggi possono essere sottoposte a referendum cosiddetto confermativo (mentre per le leggi ordinarie il nostro ordinamento prevede solo quello abrogativo).

Il Referendum confermativo è stabilito dall’articolo 138 della Costituzione. Perché ci sia un referendum, devono richiederlo, entro tre mesi dalla pubblicazione della legge, un quinto dei membri di una camera o 500 mila elettori o cinque consigli regionali.

Con questa legge, se sarà approvata dalla maggioranza dei voti validi (non esiste quorum), si inizierà nel nostro paese un percorso graduale verso un compiuto federalismo.

Questo processo dovrà coinvolgere in futuro altre fasi politiche ed istituzionali; è evidente che questa legge presenta dei limiti che dovranno essere colmati. Cito solo la questione del superamento del bicameralismo perfetto con l’istituzione di una seconda Camera delle Regioni.

Con questo provvedimento legislativo non è stato ancora risolto il problema del rapporto fra rappresentanza politica nazionale e il ricco sistema delle Autonomie Locali.

Nonostante questi limiti la nuova legge ha visto l’adesione convinta da parte del mondo delle Autonomie, ad esempio l’ANCI, ed è importante che trovi una conferma significativa anche attraverso il voto popolare.

Certamente è difficile far giungere un messaggio chiaro ai cittadini, è sotto gli occhi di tutti come la Campagna Referendaria si stia svolgendo, tra mille difficoltà e silenzi. Il mondo politico e della comunicazione hanno fino ad ora quasi nascosto la scadenza referendaria. La maggioranza di governo sta addirittura boicottando l’appuntamento elettorale, cito come esempio il fatto che a nove giorni dalla data del 7 ottobre non è ancora stato varato dal Parlamento il regolamento di disciplina dell'informazione televisiva per la campagna referendaria. Infatti nella commissione parlamentare di Vigilanza è mancato il numero legale per le numerose assenze dei senatori e dei deputati della maggioranza

Io voglio brevemente rilevare alcuni dei punti fondamentali della Riforma Costituzionale che daranno un assetto federalista al nostro paese.

  1. Innanzitutto la nuova legge prevede pari dignità costituzionale dei vari livelli istituzionali, infatti, il nuovo art. 114 afferma: " La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato". Obiettivo del nuovo articolo è sicuramente quello di promuovere le Autonomie.
  2. Si attua la potestà legislativa delle Regioni con la modifica dell’art. 117 si capovolge il principio oggi vigente lasciando allo Stato il potere legislativo su un nucleo limitato di materie, attribuendo, per le altre materie non elencate, il potere legislativo alle Regioni.
  3. La centralità amministrativa dei Comuni. Il nuovo art.118 assegna un ruolo molto importante e centrale, quasi esclusivo, ai Comuni nell’esercizio delle funzioni amministrative.
  4. Federalismo fiscale. Senza autonomia di risorse non si può realizzare alcuna autonomia politica. Il Federalismo fiscale del CentroSinistra si basa però su alcuni principi molto importanti: la potestà impositiva degli enti, la cooperazione e la solidarietà (questo principio si realizza attraverso l’istituzione di " un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante." , la corrispondenza tra risorse e funzioni.
  5. Infine ricordo come ultimo tema il principio di sussidiarietà che assume con questa legge un valore costituzionale.

Concludo con un’ultima considerazione. In questi anni i Governi di centro-sinistra, con atti tangibili, hanno compiuto grandi passi nella direzione dell’attribuzione di prerogative, competenze, risorse al sistema delle autonomie locali, sulla strada di una sussidiarietà reale, diffusa, di una sburocratizzazione effettiva. Si tratta sicuramente di un percorso che deve essere completato, ma che ci avvicina ad un paese più federalista.

Il Governo di centro-destra - al contrario - e il Dpef ne è prova tangibile, dietro lo schermo della cosiddetta Devolution e di slogan tanto roboanti quanto disattesi nei fatti va nella direzione opposta, verso forme di neocentralismo regionale che sviliscono e sviliranno il ruolo e le funzioni dei Comuni.

L’Italia, lo insegna la storia, è il Paese soprattutto dei municipi e non tanto delle regioni.

Infine invito quindi i cittadini bresciani ad andare a votare perché questo appuntamento è degno di profonda attenzione perché segna un cambiamento, anche se parziale, della Costituzione.

E’, infatti, la prima volta che si vota per confermare una modifica alla Carta Costituzionale.

Maurizio Billante - Capogruppo DS in Loggia

I tributi del Comune (20/11/2002)

La ‘saga’ avviata nelle settimane scorse dalla Lega Nord ha toccato in una delle sue innumerevoli e stucchevoli puntate anche i temi legati al commercio e ai tributi comunali.

Confermando una certezza già ampiamente acquisita e dimostrata: di qui alle prossime elezioni amministrative i cittadini bresciani saranno letteralmente investiti da un cumulo di menzogne e falsità.Consapevoli che il popolo delle camicie verdi è ormai disilluso circa i risultati che potranno arrivare dall’abbraccio mortale con la Casa delle Libertà – tra la devolution che non c’è e chissà mai se ci sarà e la più grande sanatoria per gli immigrati extracomunitari mai varata nel nostro Paese – i leghisti agitano fantasmi ed evocano scenari apocalittici per intorbidire il clima politico e gettare fumo negli occhi alla cittadinanza.Immemori, tra l’altro, che è compito della Lega Nord – visto che siede al Governo – garantire ai cittadini bresciani maggiore sicurezza e meno tasse: obiettivi strombazzati in campagna elettorale ma sino ad oggi ampiamente disattesi.

In attesa dell’altrettanto fantomatico federalismo fiscale, su cui apprendiamo che la Lega Nord dibatte in solenni convegni (visto che nella pratica dopo un anno e mezzo di Governo ancora non c’è) lanciando ultimatum al Governo Berlusconi (quindi a se stessa), con una Legge Finanziaria vessatoria e punitiva verso i cittadini e gli enti locali (se ne lamentano persino il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e il Presidente della Provincia Alberto Cavalli: solo il Sottosegretario leghista alle Finanze Daniele Molgora non se n’è ancora accorto, qualcuno lo avverta), i leghisti esternano sull’universo mondo in spregio a qualsiasi dato di fatto o di prova che documentino incontrovertibilmente le loro sentenze che si vorrebbero inappellabili.Qualche esempio, o per meglio dire qualche fatto concreto, per suffragare le mie affermazioni e per smantellare i ‘teoremi’ dei leghisti.Sino a tutto il 1999 il Comune di Brescia ha applicato un’unica aliquota ICI – nella misura del 5 per mille – determinando diversi tipi di detrazione per l’abitazione principale in ragione sia del valore catastale dell’immobile che del reddito del denunciante, fino a d un massimo di 300 mila lire.

A partire dal 2000 – quindi a partire dall’ottavo anno di applicazione dell’ICI – il Comune di Brescia ha definito un’aliquota agevolata per l’abitazione principale nella misura del 4,5 per mille con una detrazione unica di 270 mila lire (oggi circa 140 euro); per gli altri fabbricati è stata determinata un’aliquota ordinaria del 5,8 per mille, elevata al 7 per mille per gli alloggi sfitti da oltre due anni. E’ inoltre da evidenziare come l’aliquota agevolata del 4,5 per mille è stata estesa anche agli alloggi concessi in uso gratuito a parenti, nonché agli alloggi locati con contratto d’affitto agevolato siglati ai sensi della Legge 431 del 1998.Come si evince chiaramente dalla tabella pubblicata dal quotidiano Italia Oggi il 25 ottobre scorso le aliquote e le detrazioni applicate dall’Amministrazione comunale di Brescia sono tra le più favorevoli fra quelle dei capoluoghi di provincia italiani.Si aggiunga, inoltre, che Brescia è uno dei 25 Comuni capoluogo italiani che a tutt’oggi, ed anche per il 2003, non ha previsto l’applicazione dell’addizionale IRPEF.Per quanto riguarda gli operatori economici della città giova rammentare qualche dato saliente, che testimonia della crescente attenzione e del fattivo sostegno dimostrati dal Comune di Brescia: negli ultimi tre esercizi, quindi a partire dal 2000, l’Amministrazione comunale di Brescia ha previsto una serie di agevolazioni e di contributi a favore dei commercianti e degli artigiani coinvolti dall’esecuzione di lavori pubblici o dai grandi interventi di rinnovo e di recupero urbano, come ad esempio nel caso delle LAM o del Progetto Carmine.In questi casi, infatti, non solo sono stati previsti sostanziali sgravi e riduzioni – sino a vere e proprie esenzioni – del carico tributario e tariffario, ma anche l’erogazione di fondi in conto capitale o in conto interesse a favore e a sostegno dell’attività degli operatori economici, degli artigiani e degli esercizio commerciali.Sull’abusivismo commerciale, poi, è costante l’azione di prevenzione, contrasto e repressione dei fenomeni illegali da parte della Polizia municipale: parlano le statistiche, il resto è sola propaganda, come dire che il Comune di Brescia favorisce i grandi centri commerciali (i quali sono ubicati pressoché tutti fuori dal territorio cittadino e vengono autorizzati, udite udite, dalla Giunta regionale Polo-leghista di Formigoni).

Questi sono i fatti, concreti, attuati dall’Amministrazione comunale: gioverebbe, per un più serio e sereno dibattito, che i leghisti producessero di tanto in tanto qualche argomento più credibile e veritiero a supporto delle loro tesi.

Maurizio Billante - Capogruppo DS in Loggia

Le dimissioni dei Rettori Universitari (10/12/2002)

E' notizia di oggi (10 dicembre ’02) che i Rettori delle Università italiane si sono dimessi per protestare contro i tagli al fondo di finanziamento ordinario contenuti nella Finanziaria 2003.

Sempre oggi, in un comunicato di Palazzo Chigi, il ministro dell'Economia afferma di aver già risolto il problema perché in sede di discussione al Senato sarà proposto un adeguato stanziamento a favore del sistema Università.

Solo poche settimane fa il Ministro Tremonti, alla trasmissione televisiva "Porta a Porta", aveva precisato che non era previsto alcun taglio di risorse al sistema universitario.Come mai allora oggi afferma che verranno adeguate le risorse in Finanziaria?Forse il Ministro Tremonti pensava di essere in una scena del film "Pinocchio" di Benigni e non ad una trasmissione di informazione. O forse è solo un altro esempio di pessima politica finanziaria.

Maurizio Billante - Capogruppo DS in Loggia

11 dicembre 2002 Formigoni introduce i ticket (12/12/2002)

Il centrodestra si presenta con due volti: a Roma promette abbattimento di tasse, a Milano la Giunta regionale, guidata dal Presidente Formigoni, appartenente allo stesso partito del primo Ministro Berlusconi, invece le tasse le aumenta. Dopo l'aumento dell'addizionale IRPEF per il 2002 adesso reintroduce i ticket.

Con un blitz, senza alcun preavviso, ha, infatti, deciso di reintrodurre i ticket da oggi, per farmaci e pronto soccorso, dal primo gennaio 2003, per le prescrizioni di visite ed esami. Tutto è stato così veloce che nella farmacia del mio quartiere era affisso un avviso che diceva "abbiamo saputo dai giornali dell'introduzione del ticket" C'è mancato poco che il provvedimento avesse anche un valore retroattivo!

Purtroppo questa è la "cattiva politica del centrodestra, che noi cittadini normali dobbiamo subire.

Maurizio Billante - Capogruppo DS in Loggia