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Sentenza Prg

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Caso Caffaro

Il fondo

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INTRODUZIONE

Il PRG approvato il 9 settembre 2002 dal Consiglio Comunale è in primo luogo un atto coerente con gli impegni e gli orientamenti presi nel Consiglio Comunale del 4 febbraio 2002.

Si era allora annunciato di voler adottare un nuovo PRG costruito su tre orientamenti di fondo:

1- la predisposizione di una nuova struttura formale di piano che tenesse in conto i rilievi, le critiche, le censure e infine la bocciatura del piano Secchi ( avvenuta ad opera del TAR di Brescia con sentenza n° 1000 del 20/11/01)

2- il mantenimento dei contenuti sostanziali del piano Secchi così come modificato dal lungo e impegnativo lavoro dalla Commissione Urbanistica;

3- il recepimento delle novità legislative intervenute ( in particolare la legge regionale 1/2001, impone di allegare al piano regolatore un nuovo strumento a carattere programmatorio denominato Piano dei Servizi).

Per quanto attiene alla struttura formale di piano, la novità essenziale del PRG 2002 è l’avere coniugato il progetto per sistemi ( che analizza identità e ruolo dei luoghi ) con la tradizionale "tecnica pianificatoria" delle zone omogenee.

Sul piano formale si tratta di un piano, quindi, più tradizionale che non tradisce però i principi del piano Secchi: un piano con minore dispersione degli indici edificatori, con una forma più snella ed agile " di più agevole e razionale decifrazione" ( le norme tecniche), oltre che rispettosa della sentenza di annullamento.

Per quanto attiene ai contenuti sostanziali, il piano recepisce per lo più i contenuti del piano Secchi come modificati dall’esame delle osservazioni.

Questo attenersi – senza sottovalutare talune modifiche - ai contenuti sostanziali del piano Secchi avviene per due motivi di fondo e non semplicemente formali :

a – il primo motivo deriva dal fatto che le trasformazioni previste dal piano sono coerenti con le trasformazioni già avvenute o in via di divenire, fra le quali il Palagiustizia, il progetto Gregotti a Brescia 2, il piano di edilizia economico popolare, il Comparto Milano, il recupero della Whurer, i progetti norma di via Flero e Centro Servizi a Brescia centro..;

b – il secondo motivo riguarda il momento partecipativo relativo alla costruzione del piano stesso; il lavoro della commissione (due anni e 53 sedute pubbliche) è stato seguito dalle circoscrizioni (che del resto avevano fatto le loro osservazioni), gli esiti di quel lavoro sono stati integralmente trasmessi alle stesse circoscrizioni, le circoscrizioni infine sono state invitate ad esprimersi sul nuovo PRG in costruzione, proprio a partire da quegli esiti ( 6 circoscrizioni su 9 hanno risposto a questo invito ); da questo punto di vista il PRG 2002 è un piano ragionevolmente noto e ragionevolmente partecipato ( anche i cittadini hanno concorso alla sua formulazione avvalendosi della possibilità di presentare istanze al piano, possibilità resa pubblicamente nota sui giornali con scadenza 10/06/02 ). Certo, lo si diceva prima , anche sul piano dei contenuti sostanziali vi sono delle novità che recepiscono proprio istanze della società civile. Le tre novità fondamentali riguardano l’individuazione di una nuova area per insediamenti produttivi (PIP), l’eliminazione del progetto norma relativo alla Caffaro e la diversa articolazione del progetto norma Milano Ovest ( case del sole ): novità ampiamente motivate e discusse.

Il PRG 2002 tiene conto delle novità legislative intervenute. Il piano dei servizi – la principale novità - contiene una motivata ricognizione dei servizi a Brescia in termini di domanda, offerta, criticità evidenziate e azioni da intraprendere nel prossimo decennio con le corrispondenti risorse da impiegare. Si va dai servizi alla persona , ai servizi relativi al verde, alla mobilità e alla sosta; un disegno forse imperfetto, sicuramente impegnativo, da conoscere e un domani da correggere, implementare e modificare

Conservare adeguare trasformare

Il PRG affonda temi e declina azioni diverse – non solo fisiche e che si traducono in norme, tese alla conservazione di parti della città all’adeguamento di altre e alla trasformazione di altre ancora.

Attorno ai grandi temi attinenti alla conservazione, all’adeguamento e trasformazione della città si declinano il futuro e il destino della comunità bresciana.

La conservazione della città

La conservazione riguarda tutti quegli edifici e quegli spazi, anche al di fuori del centro antico, che sono riconoscibili quale" memoria della città e dei cittadini"; la conservazione non attiene al fatto edilizio, solamente, ma si tratta, ad esempio , nel centro antico della conservazione del ruolo dello stesso ( centro del commercio legato al negozio e attrattore di persone per scopi diversi ) e della conservazione in esso della popolazione che vi risiede.

 

L’adeguamento della città

L’adeguamento riguarda quegli ambiti che sono definiti il " diffuso della città" ( l’85% della superficie totale del territorio comunale), ovvero edifici e spazi aperti che sono sottoposti a regole più che a progetti ( i progetti riguardano essenzialmente le aree di trasformazione).

Adeguamento non è termine casuale. Esso rimanda non tanto ai grandi gesti ma ad una cura attenta e minuta, alla cura e alla manutenzione del marciapiede, della strada, della piazza del giardino, alla illuminazione di questi e al fatto che non abbiano barriere architettoniche.

 

La trasformazione della città

La città è lo spazio del progetto urbano che ne disegna la trasformazione: senza trasformazioni la città decade, muore, si avvita in processi di degrado non risolvibili

( pensiamo alle aree dismesse dalle attività produttive) e non soddisfa i bisogni sempre più complessi dei suoi abitanti (bisogni legati alla residenza, allo svago, alla cultura, allo sport all’assistenza..)

Il PRG 2002 definisce molti ambiti unitari di trasformazione del territorio ( i più rilevanti fra di essi sono denominati progetti norma ): in essi si definisce dove è possibile l’edificazione, con quali modalità e quantità, e contemporaneamente quali sono, di che natura, quantità e posizione, gli standard da realizzare

 CONCLUSIONE

In sintesi il PRG 2002 – che salva recupera e integra il patrimonio di studi e di impegni di una stagione progettuale che si è già espressa in concrete trasformazioni del territorio e che inizia nel 95 con la presentazione degli indirizzi di politica urbanistica di Corsini - opera tre scelte fondamentali o se si vuole si basa su tre indirizzi progettuali di fondo per delineare il tema di Brescia città contemporanea o meglio di Brescia città che esce dalla modernità

1 – il PRG 2002 ribadisce il primato del potere pubblico nel governo del territorio;

2 – il PRG 2002 rafforza l’identità storica, culturale ed ambientale della città;

3 – il PRG 2002 si propone il recupero dell’egemonia territoriale ( il termine è di Pier Luigi Cervellati), essenzialmente attraverso la complessità e la qualità delle funzioni cittadine ( istituzionali, culturali, abitative, commerciali, produttive ) da far coesistere e sviluppare insieme.