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  Signora Presidente, Colleghi consiglieri,
le sentenze del Tar di Brescia che hanno annullato il Piano regolatore generale adottato hanno prodotto una serie di gravose conseguenze per l’intera comunità bresciana, aprendo scenari e prospettive oggi difficilmente ipotizzabili.
Di tali conseguenze la maggioranza di governo della città intende assumersi pienamente l’onere, nella piena convinzione delle proprie ragioni e della giustezza del percorso sin qui compiuto e con un atteggiamento di forte responsabilità verso i molteplici temi che le sentenze del Tar lasciano in sospeso e che necessitano di una risposta risolutiva. Perché questo chiede la città e di queste aspettative intendiamo farci carico.
Un primo elemento deve essere chiaro a questo Consiglio comunale: davanti ai nostri concittadini la maggioranza di centrosinistra si presenta con le carte in regola, convinta di avere pienamente rispettato le norme vigenti, consapevole di aver compiuto il proprio dovere sino in fondo. In questa vicenda non vi sono vincitori né vinti: a perdere, nel caso estremo, sarebbe l’intera città se mai si dovesse prestare anche solo ascolto alle logiche irresponsabili e distruttive che nel centrodestra, in diversi esponenti della Casa delle Libertà, in questi giorni si sono fatte strada. Ma ciò non accadrà.
Come tutte le sentenze, anche le decisioni del Tar di Brescia – pur discutibili nel merito – vanno accolte con rispetto. Altri, e siedono tra i banchi dell’opposizione in Loggia ma al governo nel Paese, ‘celebrano’ giornalmente, per i propri particolari interessi, continui processi alla magistratura, in un’azione delegittimante e infamante di inaudita gravità.
Ciò però non significa sottrarsi ad una valutazione obiettiva degli effetti che le sentenze del Tar hanno generato: per sanare situazioni particolari, vicende se si vuole individuali, esse hanno inficiato l’intero impianto del Prg, vanificando un lungo, complesso e meditato lavoro durato sei anni e dei cui benefici avrebbe goduto l’intera città. Molti, importanti, progetti – dal piano di edilizia economico popolare per Sanpolino al Comparto Milano e alle Lam, per fare alcuni esempi – hanno già preso una loro corsia se si vuole preferenziale che li mette al riparo da ulteriori sorprese. Ma il saldo sociale prodotto dalle sentenze è largamente negativo: migliaia di nostri concittadini risultano fortemente penalizzati a scapito della, presunta, ragione ottenuta dai due ricorrenti in questione. E’ un dato su cui varrebbe la pena spendere qualche riflessione in più.
Non intendo soffermarmi sulle questioni tecniche, sui principi ispiratori, sulle linee-guida, sulle scelte metodologiche che hanno guidato la stesura del nuovo Piano regolatore generale: altri colleghi della maggioranza, più competenti di me in materia, su tali temi si esprimeranno. Resta indubitabile che alla complessità della formazione di un Piano regolatore, di qualsiasi città d’Italia, la “via bresciana” alle doverose esigenze e urgenze di pianificazione, di ricucitura, di ammodernamento della città, ha fornito una risposta che si è ispirata a principi credibili, spiegabili, ragionevoli. Errori nel nuovo Prg ovviamente ve n’erano, ne commettono tutti, le incongruenze sono spesso inevitabili così come le omissioni e dove è stato possibile vi abbiamo rimediato. Ma è un Piano regolatore che non solo difendiamo, ma che rivendichiamo tra i vanti della buona amministrazione della città di questi anni. Ricorreremo al Consiglio di Stato per far valere anche in sede giudiziaria le nostre buone ragioni.
Si aggiunga che ciò che il Tar ha bocciato era largamente superato dagli eventi successivi: il lungo e faticoso lavoro compiuto dalla Commissione consiliare urbanistica sulle osservazioni dei cittadini, un lavoro ponderato, rispettoso delle diverse e legittime istanze provenienti dalla comunità, ha migliorato ciò che c’era da migliorare, modificando ciò che si è ritenuto giusto e doveroso modificare. La fase dell’esame delle osservazioni provenienti dai cittadini, dalle associazioni, dagli ordini, dalla comunità costituisce un passaggio di forte e compiuta partecipazione democratica della cittadinanza alle scelte dell’Amministrazione e con il proprio lavoro approfondito e responsabile la Commissione Urbanistica ha assolto pienamente al proprio dovere di fronte alla città. Il Tar ha così giudicato un Prg che era largamente superato nei fatti, già revisionato e migliorato, adattato con cognizione di causa alle legittime istanze di centinaia di cittadini bresciani.
Grave, particolarmente grave, è stato l’atteggiamento, la risposta – tanto sguaiata nei toni quanto irresponsabile nelle motivazioni – che ha dato il centro-destra alla proposta avanzata dal Sindaco Corsini di un ”grande patto civico” per affrontare la straordinaria emergenza provocata dalle sentenze del Tar. Una richiesta di assunzione di responsabilità comune di fronte alla città, quella avanzata dal Sindaco Corsini, a tutela degli interessi diffusi e legittimi della comunità. Un patto istituzionale di alto contenuto civico ed etico. Ma nel centrodestra, ancora una volta, hanno prevalso il piccolo interesse di bottega, la miopia politica, l’estremismo infantile e parolaio, la volontà di sfasciare tutto per miserevole calcolo politico. Peccato, davvero peccato: il centrodestra ha perso un’altra occasione per rendere un servizio comune alla città. Ci faremo carico da soli di questo pubblico dovere verso la comunità bresciana: allo sfascismo praticato dal centrodestra ci sottraiamo volentieri, consapevoli di operare per il bene comune, per il progresso della città, per salvaguardare le legittime aspettative di centinaia di cittadini bresciani.
Gravissime, per concludere, ho trovato le ripetute e dissennate esternazioni degli esponenti del centrodestra. Non solo appartenenti a questo Consiglio comunale, ma anche da parte di chi ricopre incarichi istituzionali di rilievo e dai quali ci si aspetterebbe una maggiore ponderatezza e responsabilità. E penso, nella fattispecie, a una nostra ex giovane ex collega, Viviana Beccalossi, già ampiamente beneficiata dalla vita e dalla politica, che non perde occasione per sproloquiare su ciò che non sa, non conosce e neppure si perita di conoscere. Attacchi calunniosi, di bassa cucina propagandistica, che tradiscono forme di un vero e proprio squadrismo verbale. Tristi, davvero tristi, in taluni casi oserei dire squallidi, i toni e le argomentazioni usati da taluni – a cominciare dall’ineffabile on. Castagnetti – che predicano e pontificano senza alcuna credibilità, che evocano scenari che albergano solo nella loro testa. Il centrodestra mai come in questa circostanza ha davvero gettato la maschera, rivelando come abbia ormai assunto le derive estremistiche leghiste a “bussola” del proprio agire politico.
Di altro ha bisogno la città. Altro chiede e merita la comunità bresciana. Il centrodestra, anche in questa occasione, ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza, la propria pervicace volontà di sfasciare tutto, al grido di tanto peggio tanto meglio. A questa logica distruttrice diciamo no, un no forte e chiaro. Ciò che vogliamo è costruire una città migliore, più vivibile e a misura d’uomo. Questo il nostro impegno di fronte alla città e ai cittadini bresciani. Questi gli obiettivi che ci impegniamo a portare a compimento. E che realizzeremo.